Giuseppe Zanda

Medico psichiatra psicoterapeuta

Dr. Giuseppe Zanda, psichiatra psicoterapeuta. Via Consani 80, Lucca.

Sito web che raccoglie pubblicazioni e interventi svolti negli ultimi anni. Gli articoli sono a carattere scientifico e divulgativo.

IL TRATTAMENTO FARMACOLOGICO NELLE DIPENDENZE COMPORTAMENTALI IN COMORBILITÁ CON L’ABUSO DI SOSTANZE Viterbo, 16-17 novembre 2012 Giuseppe ZANDA (Lucca) www.psichiatragiuseppezanda.com

2 Premessa

3 In questa relazione userò il termine inglese addiction per indicare una qualsiasi dipendenza patologica, sia da sostanze che da comportamenti (da processi).

Il termine addiction comprende, di fatto, l’ampio gruppo dei quadri clinici definiti in italiano “tossicodipendenza”, “dipendenza patologica” e “dipendenza comportamentale”.

In italiano non esiste un termine corrispondente a quello inglese di addiction.

Da parte mia suggerirei il termine “addizione”, che non sarebbe equivocabile con l’operazione aritmetica quando utilizzato in determinati contesti.

4 Le condizioni di addiction sono caratterizzate dalla seguente triade sintomatologica: 1) craving, 2) perdita del controllo, 3) sottovalutazione delle conseguenze negative di un certo comportamento.

Il termine inglese dependence (in italiano, “dipendenza”), invece, dovrebbe essere utilizzato per indicare la condizione non necessariamente patologica, che si determina in un organismo in conseguenza dell’uso più o meno prolungato di un’ampia gamma di sostanze (farmaci), che possiedono la proprietà farmacologica di causare tolleranza e astinenza.

5 L’enorme diffusione dei comportamenti additivi – che potremmo chiamare anche “patologia dell’eccesso”– e il notevole sviluppo delle conoscenze scientifiche (neurobiologiche, farmacologiche e genetiche, in particolare) ad essi attinenti, osservati negli ultimi venti anni, renderebbero necessaria l’istituzione anche nel nostro paese di una specifica disciplina scientifica, che potrebbe essere chiamata “Addictologia” o “Addizionologia”.

Questa nuova disciplina dovrebbe essere inclusa negli insegnamenti obbligatori dei corsi universitari di laurea in Medicina e in Farmacologia, nonché di quelli in Psicologia, Scienze sociali, eccetera.

6 Introduzione

7 Nel DSM-5, che uscirà ufficialmente nel maggio del prossimo 2013, è prevista la nuova categoria diagnostica Substance Use and Addictive Disorders (“Disturbi da uso di sostanze e disturbi additivi”) o Addiction and Related Disorders (“Addizione e disturbi correlati”), nella quale sarà incluso il “Gioco d’azzardo patologico” (GAP).

La classificazione del GAP come disturbo additivo nel DSM-5 costituisce una novità importante.

Infatti, a partire dalla versione del 1980 del DSM (il DSM-III), il GAP è stato classificato nella categoria dei “Disturbi del controllo degli impulsi non classificati altrove” assieme al Disturbo esplosivo intermittente, alla Cleptomania, alla Piromania e alla Tricotillomania.

8 L’inserimento del GAP e dei “Disturbi da uso di sostanze” (DUS) nella stessa categoria diagnostica indica che oggi il principale modello interpretativo del GAP è quello dell’addiction.

É di un certo interesse, tuttavia, segnalare che da alcuni autori questa scelta del DSM-5 non è del tutto condivisa perché non terrebbe conto del fatto che tra i comportamenti di GAP e i comportamenti ossessivi vi sono importanti soprapposizioni.

Quindi, la questione della classificazione del GAP rimane ancora in parte da chiarire.

Analogamente, anche la questione delle behavioral addictions, le cosiddette dipendenze comportamentali, rimane un campo da esplorare e da definire.

9 Per quanto riguarda il GAP – come per le altre cosiddette “dipendenze comportamentali” (ad esempio, lo shopping compulsivo, la sexual addiction, la dipendenza da esercizio fisico e lo IUD) – non esistono ad oggi trattamenti farmacologici specifici.

Tuttavia negli ultimi anni, riguardo alcuni sintomi del quadro clinico complessivo del GAP, numerosi trials farmacologici hanno aperto buone prospettive.

Il trattamento dei DUS, invece, da molti decenni possiede un armamentario farmacologico ampiamente sperimentato.

10 Concomitanza di GAP e di disturbi da uso di sostanze

11 Il GA problematico e il GA patologico sono associati a un’alterazione del funzionamento psicologico, ad una riduzione della qualità della vita, a problemi legali e ad alti tassi di gravi problemi economici, di divorzi e di detenzioni in carcere.

Questi problemi sono associati ad altri disturbi psichiatrici, quali depressione, disturbi d’ansia, disturbo bipolare, disturbi di personalità, e ad altri disturbi additivi da uso di alcol, di nicotina e di altre sostanze.

I disturbi comorbili con il GAP sono in parte responsabili della richiesta di trattamento per il GAP e dell’aderenza a esso e possono influire sull’efficacia degli interventi farmacologici e psicosociali.

12 La concomitanza di disturbi psichiatrici nel GAP è stata oggetto di indagini sia in campioni clinici, cioè soggetti entrati in contatto con agenzie sanitarie (ambulatori specialistici, reparti ospedalieri) sia nella popolazione generale.

Due importanti, anche se non recentissime, indagini svolte su campioni clinici e sulla popolazione generale hanno evidenziato tassi molto alti di disturbi psichiatrici comorbili (Tabella 1).

13 Tabella 1 - Comorbilità di DUS e di altri disturbi psichiatrici nel GAP 42 % * - 87 % * Dist. personalità 17.4 % * Dist. adattamento 37.9 % 60 % * Dist. umore 37.4 % 40 % * Dist. ansia 60.1 % Dip. nicotina 33.3 % * Ab./Dip. alcol 57.5 %
64 % * DUS Popolazione generale (Lorains et al., 2011) Campioni clinici (
Black & Moyer, 1998; ** Ibañes et al., 2001)

14 Dati dell’Ambulatorio per la cura del GAP del SerT della ASL di Lucca

15 Nel SerT della ASL di Lucca l’Ambulatorio per la cura del GAP è stato attivato all’inizio del maggio 2001.

Nelle Tabelle 2-6 sono riportati i dati numerici principali relativi alla casistica afferita all’Ambulatorio per la cura del GAP dal maggio 2001 al 25.10.2012.

Nelle Tabelle 3 e 4 sono riportati rispettivamente la compresenza percentuale di DUS e il tipo di sostanza interessata.

Nelle Tabelle 5 e 6 sono riportati rispettivamente la compresenza percentuale di altri disturbi mentali e il tipo di disturbo interessato.

16 Tabella 2 - Casi totali afferiti all’Ambulatorio per la cura del GAP del SerT della ASL di Lucca (05/2001 - 25/10/2012) 100 203 TOT 14.8 30 F 85.2 173 M % N

17 Tabella 3 - Ambulatorio GAP di Lucca. Casi con concomitanza di DUS (sui 203 totali) 100 203 TOT 32.1 65 NO 67.9 138 SÍ % N

18 Tabella 4 - Ambulatorio GAP di Lucca. Casi con concomitanza di DUS (138 casi): tipo di sostanze 89.1 123 Nicotina 23.2 32 Alcol 14.5 20 Stimolanti 15.2 21 Cannabinoidi 10.9 15 Oppiacei % N

19 Tabella 5 - Ambulatorio GAP di Lucca. Casi con concomitanza di altri disturbi mentali (sui 203 totali) 100 203 TOT 56.7 115 NO 43.3 88 SÍ % N

20 Tabella 6 - Ambulatorio GAP di Lucca. Casi con concomitanza di altri disturbi mentali (88 casi): tipo di disturbi 6.8 6 Dist. organici 34.0 30 Dist. personalità 6.8 6 Dist. comp. alim. 7.9 7 Dist. psicotici 44.3 39 Dist. dell’umore 17.0 15 Dist. d’ansia % N

21 Trattamento farmacologico del GAP

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Nella Tabella 7 sono indicati i tipi di farmaci utilizzati nella cura del GAP, i principi attivi corrispondenti e la relativa efficacia, come risulta dalla letteratura disponibile sui trattamenti evidence-based.

23 Tabella 7 - Efficacia delle terapie farmacologiche nei giocatori d’azzardo patologici (van den Brink, 2012) + + memantina N-Acetil cisteina

Glutamatergici

olanzapina Antipsicotici + + carbamazepina litio Stabilizzatori dell’umore + + + + - + - citalopram, escitalopram, paroxetina, fluvoxamina, sertralina, nefazodone, bupropione Antidepressivi + + naltrexone nalmefene Antagonisti oppiacei Effetto Farmaco

24 Trattamento farmacologico dei DUS

25 Per il trattamento dei DUS esistono quattro tipi di terapie farmacologiche (Tabella 8):

farmaci che riducono i sintomi dell’astinenza;

farmaci che mimano gli effetti delle sostanze d’abuso (“di mantenimento”, “sostitutivi”);

farmaci che prevengono l’uso delle sostanze d’abuso;

farmaci che migliorano i disturbi psichiatrici comorbili (ipotesi della auto-medicazione).

26 Tabella 8 - Tipi di farmacoterapie dei DUS (Petry, 2004) antidepressivi → COCAINA, OPPIACEI, GAP migliorano disturbi psich. comorbili a) bloccandone gli effetti di rinforzo: naltrexone → OPPIACEI, ALCOL, GAP b) o provocando effetti di tipo avversivo: disulfiram → ALCOL prevengono uso sostanze d’abuso metadone, LAAM (L-α-acetil-metadolo),
buprenorfina → OPPIACEI mimano effetti sostanze d’abuso BDZ → ALCOL NRT → NICOTINA clonidina, BDZ, scalaggio oppiacei → OPPIACEI riducono sintomi astinenza Farmaci - Sostanze d’abuso - GAP Farmacoterapie che…

27 In base a quanto riportato nella tabella precedente si può affermare che oggi solo per i DUS, che causano chiari sintomi di dipendenza fisiologica (tolleranza e astinenza), – uso di nicotina, alcol, oppiacei – sono disponibili efficaci trattamenti farmacologici.

Invece, per i cannabinoidi e la cocaina, che inducono solo modesti segni di astinenza, non esistono ancora attendibili trattamenti farmacologici.

Il GAP presenta modesti segni di dipendenza fisiologica e, per quanto riguarda la farmacoterapia, assomiglia ai cannabinoidi e alla cocaina.

28 Conclusione

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A conclusione vorrei presentare la Tabella 9, nella quale sono riassunti i farmaci di prima e di seconda linea utilizzati nel trattamento dei disturbi additivi.

30 Tabella 9 - Trattamenti farmacologici di prima e di seconda linea nei Disturbi additivi (van den Brink, 2012) paroxetina? naltrexone, nalmefene gioco d’azzardo naltrexone?, buspirone?, atomoxetina?, dronabinolo? cannabinoidi topiramato?, vigabatrin?, baclofen?, ondansetron?, cabergolina?, aripiprazolo?, metamfetamiona? bupropione, desamfetamina, disulfiram?, modafinil? cocaina naltrexone (XR) metadone, buprenorfina, eroina oppiacei topiramato, baclofen? naltrexone, acamprosato, disulfiram alcol nortriptilina, clonidina vareniclina, bupropione, NRT nicotina Terapia di seconda linea Terapia di prima linea Disturbo additivo

31 Nell’esperienza di Lucca i farmaci non sono stati considerati come strumento specifico per la cura dei giocatori d’azzardo patologici.

Nell’approccio terapeutico essenzialmente di tipo psicosociale, adottato fino ad ora, gli interventi medico-farmacologici hanno avuto un ruolo molto marginale. 

É auspicabile che nel prossimo futuro si riesca a passare da una fase sperimentale a una pratica più consolidata, che adotti l’approccio multimodale anche nella cura del GAP e delle altre behavioral addictions come avviene nelle addictions da sostanze.

32 I giocatori d’azzardo patologici non costituiscono una popolazione omogenea e possono essere distinti in sottotipi anche molto diversi tra loro.

I sottotipi di giocatori d’azzardo patologici si distinguono per numerosi aspetti sia sul piano socio-demografico che sul piano clinico. Sul piano clinico un’importante differenza tra i diversi sottotipi è data dalla eventuale compresenza di un DUS o di un’altra behavioral addiction (“comorbilità additiva”) e dalla eventuale compresenza di altri disturbi psichiatrici (“comorbilità psichiatrica”). 

Inoltre, in molti casi la comorbilità additiva e la comorbilità psichiatrica possono coesistere (“comorbilità con doppia diagnosi”).

33 Negli anni i casi afferiti all’Ambulatorio per la cura del GAP hanno presentato sempre più frequentemente anche disturbi psichiatrici primari e/o secondari.

Con i giocatori d’azzardo patologici è successa la stessa cosa accaduta nel corso degli ultimi venti anni con i tossicodipendenti da eroina: la “scoperta” che la compresenza di disturbi psichiatrici è una regola piuttosto che un’eccezione. 

Considerata la  frequente comorbilità psichiatrica, nell’adottare una terapia farmacologica nei giocatori d’azzardo patologici, è necessario tener conto dell’eventuale psicofarmacoterapia assunta per il disturbo psichiatrico comorbile.

34 Il drammatico aumento dei disturbi additivi – sia da sostanze che comportamentali – e delle condizioni di comorbilità psichiatrica ha evidenziato i limiti dell’attuale organizzazione dei servizi per le dipendenze e per la salute mentale.

Infatti, nella maggior parte del nostro paese – e la Regione Toscana ne è un chiaro esempio – questi servizi sono ancora nettamente separati sotto il profilo organizzativo e amministrativo, con la conseguenza che in molti casi mettere in campo strategie terapeutiche e assistenziali organiche e coerenti in favore dei soggetti con disturbi additivi risulta ancora più difficile.

35 Grazie dell’attenzione

Giuseppe Zanda - Medico psichiatra e psicoterapeuta - Via Consani 80 - 55100 Lucca