Giuseppe Zanda

Medico psichiatra psicoterapeuta

Dr. Giuseppe Zanda, psichiatra psicoterapeuta. Via Consani 80, Lucca.

Sito web che raccoglie pubblicazioni e interventi svolti negli ultimi anni. Gli articoli sono a carattere scientifico e divulgativo.

Appunti di storia della Psichiatria e di storia dell’Addictologia

Nocchi (Camaiore), 3 aprile 2013

Giuseppe Zanda www.psichiatragiuseppezanda.com Prima lezione 1

Argomenti 1. Storia della psichiatria Introduzione La psichiatria in Francia La psichiatria di lingua tedesca Appunti di storia della psichiatria italiana La psichiatria nel ventesimo secolo

  1. Cenni di storia dell’addictologia 2

3 STORIA DELLA PSICHIATRIA

4 Introduzione Alla fine del diciottesimo secolo nel mondo occidentale l’assistenza e la cura dei malati di mente si trovavano in condizioni di profonda arretratezza.

Anzi, non sarebbe nemmeno corretto porre il problema in questi termini, poiché sino alla fine del diciottesimo secolo non ha molto senso parlare di malati di mente e meno che meno parlare della loro assistenza e della loro cura, almeno nel senso in cui oggi intendiamo questi concetti.

In realtà nei due secoli che precedettero il diciottesimo nelle società occidentali si era solo affermata la necessità di individuare luoghi ove confinare le persone, che avevano comportamenti troppo disturbati o inadeguati: poveri, storpi, strambi, delinquenti e, a volte, anche malati mentali.

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5 La follia si confondeva con molte altre condizioni sociali, economiche e sanitarie, che rendevano un certo numero di persone inabili a vivere adeguatamente nel consesso civile.

Possiamo, quindi, affermare che sino alla fine del diciottesimo secolo in tutto il mondo occidentale – salvo qualche rara eccezione – non si poneva il problema della assistenza e della cura dei malati di mente: la preoccupazione principale della società consisteva nel tenere separati – e possibilmente ben chiusi – quanti, per i motivi più disparati, potevano rappresentare un pericolo, causare un danno agli altri, oppure non erano in grado di provvedere al proprio mantenimento.

Naturalmente – come accade in tutte le situazioni – il tipo di trattamento di coloro che venivano internati variava moltissimo. Non vi erano regole condivise, per cui la maggiore o minore umanità del trattamento dipendeva principalmente dalla disposizione di chi gestiva i luoghi di internamento.

Possiamo, quindi, immaginare che in queste più o meno numerose comunità, formate da persone con problemi anche molto diversi, vi fossero problemi di gestione molto grandi, soprattutto nei casi in cui il comportamento di tali persone avesse caratteristiche di imprevedibilità, stranezza, aggressività, violenza e pericolosità.

La violenza e la pericolosità, di qualsiasi origine fossero, dovevano essere contrastate e prevenute, per cui, nel tempo, i luoghi di internamento di tutte queste diverse condizioni umane si attrezzarono per gestire la pericolosità degli internati, dotandosi di mezzi e di strumenti atti a limitare o a bloccare la loro libertà di movimento (ceppi, catene, etc.).

Ovviamente, tutto questo non era psichiatria. Il termine “psichiatria” nemmeno esisteva. Il primo a proporlo (Psychiatherie, Psychiatrie) fu nel 1808 l’anatomista e psichiatra tedesco Johann Christian Reil (1759-1813), considerato un importante rappresentante della cosiddetta Psichiatria Romantica tedesca.

7 Anatomista e psichiatra tedesco.

Fu uno dei massimi rappresentanti della Psichiatria Romantica tedesca.

Nel 1808 introdusse i termini Psichiatria (Psychiatherie) e Psicoterapia.

1803: Rhapsodien über die Anwendung detr psychischen Kurmethode auf Geisteszeruttungen (Rapsodie sull’applicazione del metodo di cura psichica ai disturbi mentali). Johann C. Reil (1759-1813)

8 Per cominciare a parlare di storia della psichiatria, nel senso in cui oggi la intendiamo, bisogna partire dalla fine del diciottesimo secolo.

Si è, infatti, generalmente d’accordo sul fatto che la storia della psichiatria moderna ebbe inizio in Francia e nei paesi di lingua tedesca sostanzialmente nella prima metà del diciannovesimo secolo.

Per quanto riguarda l’Italia, invece, bisogna ricordare che in quel periodo l’Italia in quanto nazione ancora non esisteva. Esistevano nella penisola italiana tanti stati governati e organizzati molto diversamente e, come vedremo più avanti, la questione psichiatrica in quanto problema culturale e scientifico tardò molto a prendere corpo.

Anche i paesi di lingua inglese (Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada, etc.) – per ragioni meno spiegabili – rimasero in qualche modo esclusi dallo sviluppo delle idee e dei cambiamenti strutturali e organizzativi in campo psichiatrico, che in quel periodo, come già detto, interessarono principalmente la Francia e la Germania.

9 La psichiatria in Francia

10 Diresse gli asili terapeutici di Bicêtre e della Salpêtrière a Parigi.

Fautore del «trattamento morale» dei folli.

1801-1809: Traité médico-philosophique sur l’aliénation mental. Philippe Pinel (1745-1826)

11 Pinel libera le lunatiche dalle catene nell’asilo della Salpêtrière di Parigi nel 1795 Quadro di Tony Robert-Fleury (1837-1912)

12 Fu il primo a tenere lezioni di psichiatria in ambito asilare.

Concettualizzò una nuova classificazione delle malattie mentali e propose il termine «monomania».

1838: De maladies mentales considerées sous le rapports médical, hygienique et médico-légal.

Jean-Étienne D. Esquirol (1772-1840)

13 La teoria della degenerazione mentale Bénédict-Auguste Morel (1809-1873) Valentin Magnan (1835-1916)

14 Neurologo di fama internazionale, dedicò molti dei suoi studi all’isteria.

Alla sua scuola crebbero molti neurologi e molti psichiatri, che contribuirono notevolmente allo sviluppo delle conoscenze in campo neuro-psichiatrico.

Favorì l’apertura del laboratorio di psicologia di Pierre Janet (1859-1947) alla Salpêtrière.

Jean-Martin Charcot (1825-1893)

15 Una lezione clinica alla Salpêtrière Quadro di Pierre-André Brouillet (1887)

16 La psichiatria di lingua tedesca (Germania, Austria e Svizzera)

17 Somatici e Psichici - 1 Nei primi decenni del diciannovesimo secolo le tendenze predominanti nella psichiatria tedesca erano due: quella dei Somatiker (somatici) e quella degli Psychicher (psichici).

I primi attribuivano le malattie mentali a cause organiche e a condizioni patologiche cerebrali, mentre gli Psychicher ne sostenevano le cause affettive e psicologiche.

All’inizio del secolo ebbe un notevole peso la corrente romantica (Psychicher), i cui principali rappresentanti furono: J.C. Reil (1759-1813), J.-C. Heinroth (1773-1843) e K. Ideler (1795-1860).

18 Professore di Medicina fisica all’Università di Lipsia introdusse il termine «Psicosomatica» (1818).

Secondo Heinroth l’anima aveva il primato sul corpo, per cui le malattie mentali – come molte malattie fisiche – erano causate dall’anima.

Il peccato era una causa della malattia mentale. Johann C. Heinroth (1773-1843)

19 Somatici e Psichici - 2 Nella controversia somatici contro psichici vinsero i primi e, verso la metà del diciannovesimo secolo, la psichiatria tedesca affermò la supremazia del cervello su tutte le altre strutture e procedette sistematicamente alla formazione di una psichiatria apsicologica.

La tendenza alla somatologia – la psichiatria del cervello – spinta agli eccessi, culminò verso la fine del secolo nell’accumulo di costruzioni teoretiche che oscurarono proprio l’oggetto, che i somatici intendevano studiare.

L’uomo ammalato di mente fu dimenticato perché lo psichiatra somatico era troppo occupato nell’esame del suo cervello e del suo midollo spinale.

20 Neurologo e psichiatra tedesco, fu il promotore più influente e più importante della corrente psichiatrica dei Somatiker.

Nel 1845 pubblicò Pathologie und Therapie der psychischen Krankheiten.

Celebre la sua massima: «La malattia mentale è malattia del cervello». Wilhelm Griesinger (1817-1868)

21 Somatici e Psichici - 3 Della cura si discuteva poco, a parte l’interesse per l’umanizzazione degli ospedali e per l’uso degli stupefacenti, dei bagni e dell’elettricità.

Gli psichiatri somatici contribuirono in modo determinante al nichilismo terapeutico dell’ottocento.

Esempio di questa tendenza fu Theodor Hermann Meynert (1833-1892), che si oppose addirittura al termine «psichiatria» e ipotizzò, tra l’altro, una teoria vasomotoria delle psicosi, dando vita a quella che sarebbe stata chiamata ironicamente la scuola della «mitologia del cervello».

22 Dal 1875 professore di Psichiatria all’Università di Vienna.

Molti suoi allievi divennero famosi. Tra di essi: Joseph Breuer (1842-1925), Sigmund Freud (1856-1939), Julius Wagner-Jauregg (1857-1940), Sergei Korsakoff (1854-1900), Carl Wernicke (1848-1905), Auguste-Henri Forel (1848-1931). Theodor H. Meynert (1833-1892)

23 Emil Kraepelin Verso la fine dell’ottocento l’esigenza di sistematizzazione, principale tendenza della psichiatria tedesca dell’intero secolo, ebbe una risposta determinante con Kraepelin.

Kraepelin fu un assertore convinto del metodo biologico e, nel clima culturale del suo tempo, elevò la psichiatria al rango di scienza.

Senza dubbio egli dovette – e ancora oggi deve – la sua autorità e il suo prestigio all’esame prognostico, fenomenologico e descrittivo delle due psicosi maggiori, da lui stesso isolate come entità cliniche: la demenza precoce e la psicosi maniaco-depressiva.

Possiamo dire che la nosologia di Kraepelin fu il punto di arrivo naturale di una generazione di sforzi, sia tedeschi che francesi.

24 Professore di Psichiatria a Dorpat (Estonia), Heidelberg e, infine, Monaco.

Scrisse un Trattato di psichiatria, che ebbe nove edizioni (dal 1883 al 1927).

Distinse le psicosi (endogene) in due gruppi: Dementia praecox (tipi ebefrenico, catatonico e paranoide) Psicosi maniaco-depressiva (stati maniacali e stati depresssivi)

Emil Kraepelin (1856-1926)

25 Professore di Psichiatria a Zurigo dal 1898 al 1927.

Negli stessi anni diresse l’Ospedale Psichiatrico Burgölzli di Zurigo e lo fece diventare un centro di formazione psichiatrica noto in tutto il mondo occidentale.

Nel 1911 coniò il termine «schizofrenia».

Eugen Bleuler (1857-1939)

26 Appunti di storia della psichiatria italiana

27 I precursori nell’Italia preunitaria Joseph Daquin (1732-1815) Vincenzo Chiarugi (1759-1820)

28 1828 - Programma manicomiale del Delegato apostolico di Pesaro e Urbino Dovetti convincermi della necessità di riunire tutti questi individui [i pazzi] in un locale regolato da leggi, e protetto dal governo, e dove un trattamento conveniente, una cura metodica alleggerire potesse i mali a que’ miseri ridotti per malattia alla maggiore infelicità cui possa la umanità soggiacere …; in effetti da questo male un adatto metodo di cura, un conveniente trattamento, una custodia caritatevolmente diretta sanava del tutto, molti temporaneamente e tutti poi sollevava; ne dedussi la necessità di riunire in un solo ospizio tutte le case di custodia che finora la momentanea necessità aveva istituite quasi in ogni comune della Delegazione. Giudicai che questa riunione fosse necessaria per la uniformità della pratica dei metodi di cura, diversi secondo la diversità delle affezioni, che causarono la malattia, e preferiva nell’animo mio il capoluogo della provincia per questa riunione, affinché il nuovo stabilimento fosse immediatamente sotto gli occhi, la tutela e la vigilanza del Delegato.

29 1849 – Sulla riforma del Morotrofio di Aversa La reclusione de’ folli mira ad un doppio scopo: quello di segregarli dalla società sì perché ad essa ed a loro stessi sarebbero nocevoli, sì per allontanarli dalle cagioni permanenti della loro malattia: - l’altro scopo riflette il conseguimento di curarli …; la Germania, la Francia, l’Inghilterra, l’America han fatto molto progredire l’istituzione pel trattamento dei folli. L’Italia sventuratamente mostra ne’ manicomi una miseranda degradazione dell’umana specie. Biagio G. Miraglia (1814-1885)

30 Le riviste psichiatriche italiane Anche sul piano della produzione scientifica la psichiatria italiana accusò un certo ritardo rispetto a quelle francese e tedesca.

1843: in Francia → Annales Médico-Psychologiques 1844: in Germania → Allgemeine Zeitschrift

Tuttavia vale la pena ricordare che nel 1843 Miraglia fondò ad Aversa il Giornale Medico-Storico Statistico del Reale Morotrofio delle Due Sicilie per la parte citeriore al Faro.

In seguito vennero pubblicate molte altre riviste, che ebbero grande importanza per la diffusione a livello non solo locale delle conoscenze nel campo dell’assistenza agli alienati.

31 Andrea Verga, fondatore della psichiatria italiana

Nel 1852 fondò l’Appendice Psichiatrica della Gazzetta Medica Italiana, che dal 1864 divenne l’Archivio Italiano per le malattie nervose e più particolarmente per le alienazioni mentali.

Filantropo e uomo politico, partecipò ai primi esperimenti sull’uso terapeutico della cannabis assieme a Carlo Erba e Cesare Lombroso.

Andrea Verga (1811-1895)

32 1852 - Prefazione di Verga nel primo numero dell’Appendice Psichiatrica Mirando io con essa particolarmente a porgere un mezzo di avvicinamento e di comunicazione ai medici alienisti dispersi in questa lunga e in tante parti divisa penisola, accoglierò con predilezione quanto da essi mi verrà spedito, siano progetti o fatti compiuti, studi clinici sul vivo o indagini sul cadavere, circospette esperienze sull’uomo o ardite vivisezioni sui bruti … saran pure assai accette le fini disquisizioni dei medici legali, onde è tolto il ritorno a deplorati errori e l’amministrazione della giustizia resa più ferma e sicura.

33 Programma del primo numero della Rivista Sperimentale di Freniatria e Medicina Legale in relazione con l’Antropologia e le scienze giuridiche e sociali, fondata nel 1875 E questo è uno degli intendimenti che si propone il nostro giornale: studiare soprattutto l’uomo alienato; studiarlo nelle cause, ne’ sintomi, nelle condizioni somatiche della sua malattia, ne’ rimedi curativi. Ma di tutte queste pertinenze morbose, quella che per noi è fondamentale è l’anatomia patologica … il microscopio e la sperimentazione, d’accordo con la osservazione clinica, saranno sempre i tre duci e maestri, che ci porteranno avanti in questa ardita esplorazione del regno materiale dell’Io umano, che si chiama cervello. Carlo Livi (1823-1877)

34 Le società scientifiche 1873 – Fondazione della Società Freniatrica Italiana. Nel 1932 diventerà la Società Italiana di Psichiatria.

Obiettivo centrale della Società Freniatrica era di avere una legge sui manicomi e sugli alienati che si ebbe solo nel 1904 (governo Giolitti, relatore Leonardo Bianchi) dopo mezzo secolo di discussioni. N.B. Al 1838 risalivano sia la legge francese che la legge del granduca Leopoldo II di Toscana.

Nel 1850 nell’Università di Torino venne istituito il primo Insegnamento universitario di malattie mentali, che fu affidato a Giovanni S. Bonacossa (1804-1878).

1907 – Fondazione della Società Italiana di Neurologia.

35 Le leggi italiane in materia psichiatrica 1904 – Legge n. 36: “Disposizioni e regolamento sui manicomi e sugli alienati”.

1968 – Legge n. 431: “Provvidenze per l’assistenza psichiatrica”.

1978 – Legge n. 180: “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori” (legge Basaglia) e Legge 833: “Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale”.

2001 – Legge costituzionale n. 3: “Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione”.

36 La psichiatria nel ventesimo secolo

37 Sguardo d’insieme Eziologia Biologica Psicologica

Diagnosi Da Kraepelin al DSM

Terapia Terapie somatiche Terapie psicologiche

Psichiatria sociale Movimento antipsichiatrico La chiusura degli Ospedali psichiatrici

38 La scoperta dell’origine infettiva della paralisi progressiva Nel 1913 Noguchi pubblicò i risultati delle sue ricerche, che dimostravano l’origine infettiva della paralisi progressiva (paralisi generale), la grave forma psichiatrica della neurosifilide.

H. NOGUCHI, M.D., and J. W. MOORE, M.D.: A Demonstration of Treponema Pallidum in the Brain in cases of General Paralysis.

Hideyo Noguchi (1876-1928)

39 Le terapie somatiche - 1 Idroterapia. a

Nel diciannovesimo secolo con lo sviluppo di un grande numero di istituzioni dedicate al trattamento delle malattie psichiatriche l’idroterapia divenne un importante aspetto del trattamento psichiatrico.

Alla fine del diciottesimo e all’inizio del diciannovesimo secolo l’uso più comune dell’idroterapia non era curativo ma punitivo.

In un’epoca nella quale i medici sempre più consideravano disumano legare e mettere i polsini ai pazzi, l’idroterapia offriva un modo di ottenere una coercizione senza mezzi fisici (di costrizione).

40 Idroterapia. b

La Francia divenne leader nell’uso dell’idroterapia, perché fu in Francia che Philippe Pinel – l’uomo più famoso per aver liberato dai ceppi i matti – iniziò ad usare le docce fredde come forma di punizione.

Wilhelm Winternitz (1835-1917), professore nell’Università di Vienna, fu probabilmente colui che ebbe la maggiore responsabilità del dare all’idroterapia la sua base scientifica, e da allora aprì la strada all’uso psichiatrico istituzionale dell’idroterapia.

41 Le terapie somatiche - 2 Elettroterapia L’elettroterapia non convulsivante ebbe una notevole diffusione tra i neurologi del diciannovesimo e dell’inizio del ventesimo secolo soprattutto nella terapia dei disturbi, che all’epoca venivano chiamati “nevrotici”: paresi, anestesie, iperalgesie, etc.

Galvanizzazione: applicazione di correnti continue.
Faradizzazione: applicazione di correnti alternate.

Gli effetti terapeutici in campo psichiatrico si rivelarono modesti e di breve durata.

L’elettroterapia fu gradualmente abbandonata perché considerata un mero metodo suggestivo.

42 Le terapie somatiche - 3 Piretoterapia

Professore di Clinica Neurologica e Psichiatrica nelle Università di Graz e di Vienna, nel 1927 venne insignito del Premio Nobel per i risultati ottenuti nel trattamento della neurosifilide mediante l’inoculazione del plasmodio della malaria (malarioterapia).

Julius Wagner-Jauregg (1857-1940)

43 Le terapie somatiche - 4 Shockterapia e convulsivoterapia L.J. Von Meduna (1896-1964) Shock cardiazolico (1937)

M.J. Sakel (1900-1957) Shock - coma insulinico (1927) U. Cerletti ( 1877-1963) Elettroshock (1938)

44 Le terapie somatiche - 5 Psicochirurgia António Egas Moniz (1874-1955) Leucotomia prefrontale (1936) 1949 - Premio Nobel Walter J. Freeman (1895-1972) Lobotomia prefrontale (transorbitaria) (1936)

45 Le terapie somatiche - 6 Chirurgia generale Nei primi decenni del novecento Henry A. Cotton (1876-1933), direttore del New Jersey State Hospital di Trenton, basandosi sulla teoria eziologica infettiva delle malattie mentali sostenne (e praticò) l’ablazione chirurgica di organi o parti di essi, ritenuti foci di processi infettivi.

Per curare molti disturbi mentali Cotton asportò denti, tonsille, stomaci, cistifellee, milze, cervici uterine, ovaie, vescicole seminali e, soprattutto, porzioni di colon.

46 Le terapie psicologiche La Psicoanalisi Sigmund Freud (1856-1939) Psicoanalisi Carl G. Jung (1975-1961) Psicologia analitica Alfred Adler (1870-1937) Psicologia individuale

47 Lo scenario attuale Il declino della psicoanalisi e della psichiatria sociale

Il trionfo della psicofarmacologia

La dittatura del DSM

L’emergenza delle condotte additive e della doppia diagnosi

Quale futuro?

48 CENNI DI STORIA DELL’ADDICTOLOGIA

49 In Europa il fenomeno tossicomanico si espanse a partire dalla metà del diciannovesimo secolo.

Si trattò di un fenomeno iatrogeno, che partì dopo la comparsa di nuovi trattamenti efficaci nel campo dell’anestesia e della lotta al dolore: la morfina, il cloralio, l’etere, il cloroformio, la cocaina, l’eroina.

Esistevano inoltre sostanze conosciute fin dall’antichità: l’hashish, l’oppio.

La lotta alle tossicomanie iniziò all’inizio del ventesimo secolo.

Si pensava che le tossicomanie fossero causa di degenerazione, di spopolamento e di disorganizzazione sociale.

Proibizionismo: Legge francese del 1915 contro l’absintismo.

50 Hashish

Nel 1845 lo psichiatra francese Jacques-Joseph Moreau de Tours (1804-1884) pubblicò il saggio Du l’hashisch et de l’aliénation mentale, nel quale sostenne l’uso dell’hashish per l’indagine sulle malattie mentali: inizio della psichiatria sperimentale (sogno = follia).

Dopo Moreau molti ricercatori sperimentarono con lo stesso scopo l’etere, la cocaina e l’alcol.

51 Oppio L’oppio era molto in voga in Inghilterra: De Quincey, Coleridge.

All’inizio del ventesimo secolo si contavano più di mille fumerie a Parigi e molte altre in altre città francesi.

Il modello della ricerca restò comunque la morfina.

52 Morfina Raggiunse la massima popolarità tra il 1875 e il 1900. La morfina fu sostituita dall’eroina e dalla cocaina, ma tornò di moda durante la Prima Guerra Mondiale.

Nel 1853 fu introdotto l’iniezione ipodermica. La morfinomania fu alimentata dai farmacisti e dai medici.

La morfinomania fu distinta in terapeutica e passionale.

53 Coca e cocaina L’uso prese piede in seguito all’utilizzo nell’anestesia in oftalmologia da parte di Carl Köller (1857-1944).

Ricorda anche il Vin Mariani (1876) e la monografia di Freud (1885).

La cocaina si assumeva per via nasale e con iniezioni sottocutanee.

Fu considerata una complicanza della morfinomania.

54 Eroina Comparve nel 1898 e fu usata contro l’insonnia.

Etere, cloroformio, cloralio Dalla metà del diciannovesimo secolo. Furono eteromani Jean Lorrain, Proust, Maupassant. Si diffusero soprattutto in Inghilterra e in Irlanda.

Barbiturici Usati come ipnotici.

55 La tossicomania divenne competenza degli psichiatri, che ne descrissero le complicanze: eccitamento, depressione, effetto sul carattere e sulle facoltà etiche e volitive.   Trattamento

internamento negli asili degli alienati; internamento nelle case di salute e negli stabilimenti idroterapici; disassuefazione: metodi lenti, rapidi o bruschi, utilizzando bromuri, arsenico, hashish, cocaina, alcol, eroina; trattamento psicologico: suggestione ipnotica o da svegli; trattamento morale.   Per i medici dell’epoca non vi erano “malattie più tenaci, più difficili da guarire, più pronte a recidivare” (1890).

56 Historia magistra vitae Cicerone Fine della prima lezione

Giuseppe Zanda - Medico psichiatra e psicoterapeuta - Via Consani 80 - 55100 Lucca