Giuseppe Zanda

Medico psichiatra psicoterapeuta

Dr. Giuseppe Zanda, psichiatra psicoterapeuta. Via Consani 80, Lucca.

Sito web che raccoglie pubblicazioni e interventi svolti negli ultimi anni. Gli articoli sono a carattere scientifico e divulgativo.

PSICHIATRIA E GIOCO D’AZZARDO

Giuseppe Zanda (Lucca - Pisa)

Università degli Studi di Firenze Master 1° livello in “Problemi e Patologie Alcol Correlati – PPAC” 19 marzo 2007

ARGOMENTI

Il gioco e il gioco d’azzardo

Il caso e le leggi della probabilità

Il gioco d’azzardo patologico

Gioco d’azzardo e salute pubblica

IL GIOCO E IL GIOCO D’AZZARDO

HUIZINGA E CAILLOIS Johan HUIZINGA (1872-1945) Roger CAILLOIS (1913-1978)

IL GIOCO

Caratteristiche del gioco

La caratteristica più significativa del gioco è di essere un atto libero, almeno per l’uomo adulto. Inoltre il gioco si differenzia dalla vita normale come lo scherzo dalla vita seria, anche se a volte esso viene preso molto sul serio.

Importanza del gioco

Il gioco è importante per l’individuo, ma anche per la società a causa delle sue componenti culturali e per i legami che esso crea. Il gioco soddisfa ideali di espressione e di vita collettiva.

Johan Huizinga – Homo ludens, 1939

IL GIOCO: DEFINIZIONI

Considerato per la forma si può, dunque, chiamare il gioco un’azione libera, conscia di non essere presa “sul serio” e situata al di fuori della vita consueta, che nondimeno può impossessarsi totalmente del giocatore; azione a cui in sé non è congiunto un interesse materiale, da cui non proviene vantaggio, che si compie entro un tempo e uno spazio definiti di proposito, che si svolge con ordine secondo date regole, e suscita rapporti sociali che facilmente si circondano di mistero o accentuano mediante travestimento la loro diversità dal mondo solito.

… gioco è un’azione, o un’occupazione volontaria, compiuta entro certi limiti definiti di tempo e di spazio, secondo una regola volontariamente assunta, e che tuttavia impegna in maniera assoluta, che ha un fine in se stessa; accompagnata da un senso di tensione e di gioia, e dalla coscienza di “essere diversi” dalla “vita ordinaria”.

Johan Huizinga – Homo ludens, 1939

IL GIOCO È UN’ATTIVITÀ

libera

separata

incerta

improduttiva

regolata

fittizia

Roger Caillois – I giochi e gli uomini. La maschera e la vertigine, 1958

CLASSIFICAZIONE DEI GIOCHI (4 categorie)

agon (gr.: lotta) = competizione

alea (lat.: gioco dei dadi) = ricerca della fortuna

mimicry (ingl.: mimetismo degli insetti) = simulacro, imitazione

ilinx (gr.: gorgo) = vertigine

Roger Caillois – I giochi e gli uomini. La maschera e la vertigine, 1958

GIOCHI D’AZZARDO (ALEA)

I giochi di alea, contrariamente a quelli di agon, si fondano su una decisione che non dipende dal giocatore e sulla quale egli non può minimamente far presa; sono giochi nei quali si tratta di vincere non tanto su un avversario quanto sul destino […]. Il destino è il solo artefice della vittoria e questa, quando c’è rivalità, significa esclusivamente che il vincitore è stato più favorito dalla sorte del vinto. Sono tipici giochi d’azzardo i dadi, la roulette, testa o croce, le lotterie, etc. In questi giochi non si cerca di eliminare l’ingiustizia del caso, ma è proprio l’arbitrio di questo a costituire l’unica molla del gioco.

I giochi di alea, contrariamente a quelli di agon, negano il lavoro, la pazienza, la destrezza, la qualificazione, eliminano il valore professionale, la regolarità, l’allenamento.

In generale, il ruolo del denaro è tanto più considerevole quanto più grande è la parte del caso e di conseguenza più debole la difesa del giocatore.

Roger Caillois – I giochi e gli uomini. La maschera e la vertigine, 1958

GIOCHI D’AZZARDO (ALEA) I giochi d’azzardo appaiono giochi umani per antonomasia.

Gli animali conoscono i giochi di competizione, d’immaginazione e di vertigine, ma non i giochi d’azzardo. Gli animali, troppo schiavi dei loro impulsi, non sono in grado di immaginare una potenza astratta e insensibile al cui verdetto sottomettersi anticipatamente per gioco e senza reagire.

Attendere passivamente e deliberatamente un pronunciamento del fato, rischiare su questo una somma per moltiplicarla proporzionalmente al rischio di perderla, è atteggiamento che esige una possibilità di previsione, di rappresentazione e di speculazione, di cui può essere capace solo un pensiero oggettivo e calcolatore.

Ed è forse nella misura in cui il bambino è vicino all’animale che i giochi d’azzardo non hanno per lui l’importanza che ricoprono per l’adulto.

Roger Caillois – I giochi e gli uomini. La maschera e la vertigine, 1958

  1. IL CASO E LE LEGGI DELLA PROBABILITA’

DESTINO, SORTE, CASO, FORTUNA - 1 Sono stati scoperti dadi fatti con ossa di animali che risalgono all’epoca neolitica, oltre seimila anni fa. Gli uomini crearono le prime società agricole e, contemporaneamente o quasi, cominciarono a giocare ai dadi.

Questi primi dadi, fatti con certe ossa di pecora, vitello, capra, antilope, etc. si chiamavano astragaloi (αστραγαλοι) in greco e astragali o tali in latino. Avevano due facce arrotondate, una concava e una convessa, e quattro facce quadrate quasi uguali.

Gli astragali continuarono a essere usati anche dopo l’invenzione del dado a sei facce piane ricavato dal legno o dall’osso.

Nelle civiltà più antiche, egiziana, babilonese, romana si giocava con gli astragali e con i dadi. Sembra che gli Etruschi giocassero con dadi a dodici facce pentagonali (dodecaedri).

DESTINO, SORTE, CASO, FORTUNA - 2 Abbiamo costruito mille templi alla fortuna e nessuno alla ragione. Marco Aurelio Frontone Precettore di Marco Aurelio

Lo storico romano Svetonio descrisse gli imperatori romani come insaziabili giocatori di dadi: Augusto, Claudio, Nerone …

Secondo la legge Romana l’addictus (da cui i termini inglesi addict e addiction) era colui che, non potendo pagare i debiti, veniva portato in giudizio e reso schiavo. Il giudice emetteva la sentenza che rendeva addictus, cioè schiavo del suo creditore, il debitore insolvente.

Claudio

DESTINO, SORTE, CASO, FORTUNA - 3 Anche la Bibbia e altri testi ebraici antichi testimoniano che i sacerdoti del tempio prendevano molte decisioni ricorrendo al caso, tirando a sorte.

Nel Vecchio Testamento possiamo leggere:

«Il Signore parlò a Mosè, ordinandogli: … Ma la divisione del paese sarà fatta tirando a sorte; ne riceveranno il possesso secondo i nomi delle loro tribù paterne. Tirerai a sorte il possesso di ogni tribù, secondo il numero maggiore o minore». (Numeri, 26: 55-565)

DESTINO, SORTE, CASO, FORTUNA - 4

Nel mondo antico (occidentale e orientale) i dadi erano usati per provocare l’intervento del caso non solo nei giochi d’azzardo, ma anche per la divinazione. Spesso gli oracoli, consultati prima di prendere decisioni su questioni di stato o per conoscere l’esito di una battaglia, usavano I dadi per scoprire le risposte degli dei a tale domande.

L’uso dei dadi nella divinazione forse rispondeva alla necessità di ridurre l’intervento soggettivo, e in quanto tale “sacrilego”, dell’uomo nel rapporto con la divinità.

Il caso era sotto il dominio della volontà degli dei e la fortuna arrideva all’uno o all’altro per intervento divino.

Era permesso che la risposta del caso fosse mediata dall’intervento umano (come, per esempio, nella lettura del futuro dalle viscere degli animali sacrificati) solo se al sacerdote e all’aruspice era riconosciuto un mandato divino.

RISCHIO E PROBABILITÀ - 1 In Occidente fino all’Umanesimo e al Rinascimento il caso e la fortuna furono considerati appannaggio divino e l’uomo doveva subirne gli imprevedibili effetti. Concetti come rischio e probabilità non potevano essere studiati.

Due fatti contribuirono principalmente al ribaltamento di tale situazione nel XV e nel XVI secolo: l’introduzione dei numeri indù e arabi nel mondo occidentale e la visione antropocentrica del mondo, da cui prese le mosse il processo di conoscenza scientifica degli accadimenti.

La storia del rischio e della probabilità inizia con Leonardo Pisano (Pisa 1170 - ? 1250), conosciuto come Fibonacci, che, tornato dai viaggi in Oriente, pubblicò il primo vero trattato di matematica, il Liber Abaci (1202).

Fibonacci

RISCHIO E PROBABILITÀ - 2

Lo studio scientifico della matematica proseguì lentamente con:

Luca Pacioli (Borgo San Sepolcro 1445 - Roma 1514), francescano, concittadino di Piero della Francesca e amico di Leonardo da Vinci, scrisse la Summa de arithmetica, geometria, proportione et proportionalità (1494), tratto in gran parte dal Liber di Fibonacci, e De Divina Proportione, che venne pubblicato nel 1509 con le illustrazioni di Leonardo.

A Fra Luca Pacioli viene attribuita la presentazione e la spiegazione della “partita doppia”, un metodo rivoluzionario che avrebbe avuto conseguenze molto rilevanti nel mondo dell’economia.

Luca Pacioli

RISCHIO E PROBABILITÀ - 3

Girolamo Cardano (Pavia 1501 – Roma 1576), astrologo, medico, matematico, giocatore d’azzardo patologico (come egli stesso scrisse nell’autobiografia De Vita Propria), probabilmente fu il primo a scrivere una storia seria dei giochi d’azzardo, il Liber de Ludo Aleae, pubblicato postumo per la prima volta a Basilea nel 1663.

Si tratta di un libro indubbiamente originale, ma piuttosto disordinato e confuso, che non sappiamo se sarebbe dovuto essere un abbecedario sulla gestione dei rischi rivolto ai giocatori d’azzardo o un lavoro tecnico sulle leggi della probabilità.

RISCHIO E PROBABILITÀ - 4

Un altro toscano Galileo Galilei (Pisa 1564 – Arcetri 1642) scrisse, su ordine di Cosimo II Granduca di Toscana, il saggio Sopra le scoperte dei dadi, nel quale, seguendo il lavoro di Cardano, riportò le prove del lancio di uno o più dadi, traendo delle conclusioni di carattere generale sulla frequenza delle varie combinazioni e dei tipi di risultati.

Né Cardano né Galilei si resero conto che erano quasi giunti a definire il più potente strumento per la gestione del rischio: le leggi della probabilità.

RISCHIO E PROBABILITÀ - 5

Il destino volle che fosse un accanito giocatore d’azzardo, il nobile Chevalier de Méré (Beaussais 1604 – ivi 1684), a provocare nel 1654 una serie di fatti, che portarono alla definizione della teoria della probabilità.

Il Chevalier de Méré sfidò il matematico teologo Blaise Pascal (Clermont-Ferrand 1623 - Parigi 1662) a risolvere il “problema della balla”, rimasto irrisolto da quando era stato posto da Luca Pacioli circa 200 anni prima. Pascal chiese aiuto a Pierre de Fermat (Beaumont de Lomagne 1601 – Castres 1665), uno dei più famosi matematici del suo tempo, e dalla loro collaborazione nacque la teoria della probabilità.

► Il problema della balla: A e B giocano a balla. Sono d’accordo di continuare fino a che uno dei due non ha vinto 6 riprese. Il gioco si interrompe quando A ha vinto 5 riprese e B ne ha vinto 3. Come si dovrebbero dividere le puntate ?

Blaise Pascal Pierre de Fermat

  1. Il GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO

GIOCO D’AZZARDO E GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO Definizioni Viene definito gioco d’azzardo (o scommessa) giocare per denaro o scommettere denaro (o qualsiasi altra cosa che abbia valore) su di un evento incerto, il cui esito dipende dal caso.

In pratica, giocare d’azzardo comporta rischiare denaro (o altri valori) confidando nella possibilità (più o meno influenzata dal caso) di ottenere altro denaro in un periodo di tempo relativamente breve.

Il gioco d’azzardo patologico (GAP) è un disturbo mentale comune (con stime di prevalenza maggiori di quelle del disturbo bipolare e della schizofrenia), associato ad un’importante morbilità (diminuzione dell’autostima, compresenza di disturbi da uso di sostanze, difficoltà finanziarie e legali, causa di stress sulle relazioni e sulle famiglie, rischio di suicidio).

In altri termini, il gioco d’azzardo si definisce patologico quando interferisce in modo significativo con il funzionamento occupazionale, interpersonale e finanziario di base.

Alienata con monomania del gioco. Theodore Gericault, 1822

GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO - 1

Criteri diagnostici secondo il DSM-IV-TR (2000)

Persistente e ricorrente comportamento di gioco d’azzardo maladattativo, come indicato da almeno cinque dei seguenti sintomi:

Eccessivo interesse nel gioco d’azzardo (per esempio, il soggetto è eccessivamente assorbito nel rivivere esperienze passate di gioco d’azzardo, nel soppesare o programmare la successiva avventura o nel pensare ai modi per procurarsi denaro con cui giocare). Bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata. Ripetuti tentativi senza successo di controllare, ridurre o interrompere il gioco d’azzardo. Irrequietezza o irritabilità quando si tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo. Giocare d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico (per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione). Dopo aver perso al gioco, tornare un altro giorno per giocare ancora (rincorrendo le perdite). Mentire ai membri della famiglia, al terapeuta o ad altri per occultare l’entità del coinvolgimento nel gioco d’azzardo. Commettere azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo. Mettere a repentaglio o perdere una relazione significativa, il lavoro oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo. Fare affidamento su altri per reperire il denaro per alleviare una situazione finanziaria disperata causata dal gioco d’azzardo.

Il comportamento di gioco d’azzardo non è meglio attribuibile ad un episodio maniacale.

Tipi di GAP secondo Moran (1970)

subculturale (14%): deriva dalle origini familiari e sociali dell’individuo; il giocatore inizia a giocare per essere accettato nel gruppo dei pari, ma successivamente perde il controllo;

nevrotico (34%): reattivo a una situazione di tensione o a un problema emozionale, come un conflitto coniugale; cessa quando il conflitto è risolto;

impulsivo (18%): con perdita del controllo, secondaria a fattori psicologici e/o sociali; definibile anche come “gioco compulsivo”, in analogia all’alcolismo di tipo gamma di Jellinek;

psicopatico (24%): si presenta all’interno di un disturbo antisociale di personalità;

sintomatico (10%): associato (secondario) ad un’altra malattia mentale, come una depressione; anche i giochi d’azzardo patologici nevrotico e psicopatico potrebbero essere definiti di tipo sintomatico, in analogia all’alcolismo di tipo alfa di Jellinek. GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO - 2

Tipi di GAP secondo Glatt (1974)

alfa: sintomatico di un’anomalia di fondo della personalità, di grado lieve (nevrotico) o più grave (psicopatico o psicotico); analogo al tipo sintomatico-nevrotico-psicopatico di Moran;

beta: corrisponde al tipo subculturale di Moran ed è causato da influenze ambientali e socioculturali in assenza di espliciti disturbi psicologici primari e di marcata dipendenza psicologica, può portare a gravi conseguenze economiche, sociali e psicologiche secondarie;

gamma-delta: analogo al tipo impulsivo di Moran, con perdita di controllo e cause psicologiche e sociali, con incapacità di pensare ad altro e di astenersi dal giocare;

epsilon: periodico, con periodi anche lunghi di interruzione (astinenza) e gravi ricadute anche in assenza di cause.

GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO - 3

TIPI DI ALCOLISMO SECONDO JELLINEK (1960) alfa: dipendenza psicologica dall’alcol, utilizzato per alleviare un malessere fisico o emotivo, senza segni di dipendenza fisica; bere sregolato riguardo i tempi, le circostanze, la quantità e gli effetti sul comportamento;

beta: bere che, in assenza di una dimostrabile dipendenza fisica o psicologica, causa danni di tipo fisico a livello di molti organi e apparati e complicanze di altre malattie coesistenti;

gamma: il più frequentemente osservato nei paesi anglosassoni, caratterizzato da aumentata tolleranza all’alcol, insorgenza di una sindrome da astinenza (scosse muscolari, craving compulsivo, convulsioni, allucinazioni, stato confuso-onirico) quando l’assunzione di alcol è interrotta bruscamente e perdita del controllo;

delta: riscontrato particolarmente nei paesi in cui si beve abitualmente vino (Francia, Italia), caratterizzato da aumentata tolleranza e sintomi di astinenza senza perdita di controllo;

epsilon: bere in forma di attacchi parossistici per giorni o settimane fino a collassare, ed eventualmente cessare di bere per settimane o mesi fino al successivo attacco.

INQUADRAMENTO CATEGORIALE DEL GAP

Il DSM-IV-TR (APA, 2000) classifica il GAP tra i “Disturbi del controllo degli impulsi (DCI) non altrove classificati”, ma molti suoi aspetti comuni sono presenti anche in altri disturbi, quali i disturbi da uso di sostanze (DUS), i disturbi ossessivo-compulsivi (DOC) e i disturbi dell’umore.

Il GAP viene concettualizzato in modi diversi, che è necessario conoscere, perché i diversi modelli interpretativi influenzano diversamente la ricerca nel campo e il suo trattamento.

MODELLI INTERPRETATIVI DEL GAP

Disturbo del controllo degli impulsi Disturbo da uso di sostanze Disturbo affettivo Disturbo dello spettro ossessivo-compulsivo

IL GAP COME DIPENDENZA COMPORTAMENTALE. 1

Caratteristiche cliniche delle dipendenze comportamentali

Desiderio insopprimibile (craving) di iniziare una sequenza comportamentale potenzialmente pericolosa

Tensione crescente fino a che la sequenza comportamentale non è terminata

Riduzione, in modo temporaneo, della tensione alla fine del comportamento

Ricomparsa della voglia, del desiderio o della tensione dopo qualche ora, qualche giorno o qualche settimana più tardi (sindrome di astinenza)

Presenza di fattori scatenanti esterni

Presenza di fattori scatenanti e condizionanti interni (tristezza, noia)

Tonalità edonistica dei primi tempi della dipendenza

(Marks, 1990)

IL GAP COME DIPENDENZA COMPORTAMENTALE. 2

Altre dipendenze comportamentali (Disturbi del controllo degli impulsi)

disturbo esplosivo intermittente cleptomania tricotillomania piromania

“Nuove” dipendenze comportamentali

shopping compulsivo dipendenza sessuale dipendenza dal lavoro disturbi bulimici comportamenti rischiosi
tentativi di suicidio ripetuti dipendenza da Internet, videogiochi o sms dipendenza dall’esercizio fisico

LO SPETTRO DEI DISTURBI DA GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO. 1

Per distinguere i diversi gradi di gravità del gioco d’azzardo ed evitare un linguaggio troppo negativo è stata proposta una terminologia basata sui livelli del coinvolgimento con il gioco d’azzardo e dei problemi ad esso connessi (National Research Council, 1999; Shaffer et al., 1999):

Livello 0: indica le persone che non giocano d’azzardo e quelle che non hanno giocato nell’anno precedente;

Livello 1: indica le persone che giocano d’azzardo senza avere conseguenze negative, che rappresentano la stragrande maggioranza della popolazione. Corrisponde al gioco d’azzardo sociale o ricreazionale;

Livello 2: indica che il gioco d’azzardo comporta una serie di problemi, quali, per esempio, essere criticati a causa del gioco, sentirsi colpevoli per il modo in cui si gioca, occupare più tempo o spendere più denaro di quanto si vorrebbe, prendere in prestito denaro dal bilancio domestico, dai familiari o dalle carte di credito.

Livello 3: indica le persone che hanno conseguenze negative sufficientemente gravi da soddisfare i criteri diagnostici per il GAP. Oltre che patologico, viene definito compulsivo o anche, come quello corrispondente al livello 2, problematico o disturbato.

LO SPETTRO DEI DISTURBI DA GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO. 2

STADI O FASI DEL GAP SECONDO CUSTER (1984)

Fase della vincita

Fase della perdita

Fase della disperazione

Fase della resa

STADI O FASI DEL GAP SECONDO CUSTER

1° Fase “della vincita”

E’ favorita da successi iniziali. Il fatto di vincere porta con sé il sentirsi potenti, onnipotenti. In questa fase i giocatori sperimentano una grande energia, una notevole concentrazione sul gioco, un’accresciuta abilità con i numeri e sono interessati alle strategie del giocare d’azzardo. Molti attribuiscono le vincite iniziali alla loro destrezza più che alla fortuna. Molti giocatori traggono dal gioco d’azzardo una notevole quota della loro autostima e fanno assegnamento sul gioco d’azzardo come aiuto per gestire le delusioni ed i cattivi umori. Il giocatore d’azzardo gradualmente si allontana dalla famiglia e dagli amici e utilizza sempre più tempo ed energie giocando. In questa fase sono presenti tipicamente fantasie di vincite e pensieri di grandi successi.

STADI O FASI DEL GAP SECONDO CUSTER

2° Fase “della perdita”

Perdite inaspettate, spesso vissute come sfortuna, portano alla seconda fase, caratterizzata dal fatto che il giocatore sembra rincorrere la buona sorte. Il giocatore d’azzardo tenta disperatamente di recuperare il denaro perso facendo puntate sempre più frequenti e sempre maggiori. Spesso dice bugie a persone per lui importanti (familiari, amici, datori di lavoro) per nascondere le perdite. I rapporti in genere si deteriorano e le finanze peggiorano. In seguito il giocatore si sente come schiacciato dentro una morsa, nella quale le fonti legittime di denaro sono state esaurite. In tal caso i familiari a volte forniscono un “paracadute” finanziario in cambio della promessa di smettere di giocare.

STADI O FASI DEL GAP SECONDO CUSTER

3° Fase “della disperazione”

La spirale di perdite e di rincorse delle perdite porta alla terza fase, nella quale il giocatore può darsi ad attività illegali, quali la frode, l’appropriazione indebita, l’emissione di assegni a vuoto o il furto per poter continuare a giocare d’azzardo. Il comportamento illegale è razionalizzato e viene giustificato in quanto finalizzato a ripagare i debiti dopo la “sicura ed imminente” grossa vincita. Durante questa fase sono frequentemente riportate fantasie di fuga e pensieri di suicidio (Lesieur & Rosenthal, 1991).

STADI O FASI DEL GAP SECONDO CUSTER

4° Fase “della resa”

Alcuni giocatori d’azzardo sperimentano una quarta fase, nella quale possono cercare una cura, spesso dietro insistenza del datore di lavoro, del coniuge o dei familiari. In questa fase possono essere presenti depressione, pensieri di suicidio e sintomi da stress, quali ipertensione, palpitazioni, insonnia e dolori gastrointestinali (Rosenthal, 1992).

EPIDEMIOLOGIA DEL GAP. 1

Studi epidemiologici di popolazione statunitensi hanno rilevato negli adulti tassi di prevalenza del gioco d’azzardo problematico e patologico tra l’1% e l’1,9%.
Dati simili sono stati riscontrati anche in Nuova Zelanda, Svezia, Gran Bretagna, Hong Kong, Australia, Sud Africa e Svizzera.

Recenti indagini concordano sul fatto che tra i maschi si riscontrano tassi di GAP due volte maggiori di quelli riscontrati tra le femmine.

E’ stato anche osservato che le donne tendono ad iniziare a giocare d’azzardo più tardi dei maschi, ma che, una volta iniziato, sembrano sviluppare una condizione patologica più rapidamente di quanto si osserva nei maschi. In molti casi sembra che le donne giochino d’azzardo per autocurare disturbi del tono dell’umore, mentre gli uomini giocherebbero d’azzardo più spinti dalla ricerca di sensazioni forti o di competizioni rischiose.

EPIDEMIOLOGIA DEL GAP. 2 L’avvento dei computers e delle nuove tecnologie, che hanno reso l’accesso ad Internet più facilmente disponibile a casa propria, in ufficio o in altri luoghi (diversi dalle case da gioco), ha fatto crescere in modo notevole l’opportunità di giocare d’azzardo.

La rapida crescita degli utilizzatori di Internet ha fatto sorgere la questione dell’esposizione e della vulnerabilità degli adolescenti ai problemi connessi con il gioco d’azzardo.

Il GAP via Internet comporta aspetti importanti, quali il facile accesso, l’anonimato, l’interattività, la convenienza economica, l’isolamento e la natura asociale delle attività online.

STRUMENTI PER LO SCREENING E LA DIAGNOSI DEL GIOCO D’AZZARDO PROBLEMATICO O PATOLOGICO

South Oaks Gambling Screen (SOGS)
(Lesieur & Blume, 1987)

Diagnostic Interview for Gambling Severity (DIGS)
Diagnostic Interview for Gambling Schedule (DIS)
Gambling Assessment Module for the DSM-IV (GAM-IV) (Winters et al., 2002; Robins et al., 1996; Cunningham-Williams et al., 2002)

National Opinion Research Center DSM-IV Screen for Gambling Problems (NODS)
(National Gambling Impact Study Commission, 1999)

Lie/Bet Questionnaire (Johnson et al., 1997)

STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE DELLA GRAVITÀ DEI PROBLEMI LEGATI AL GIOCO D’AZZARDO

Gambling Treatment Outcome Monitoring System (GAMTOMS) (Stinchfield & Winters, 1996)

Addiction Severity Index (ASI) Gambling Severity Index (ASI-G) (Lesieur & Blume, 1991a, 1992)

Time-Line Follow-Back (TLFB) (Taber et al., 1987)

Pathological Gambling Modification of the Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale (PG-YBOCS) (DeCaria, 1998)

Gambling Symptom Assessment Scale (G-SAS) (Kim et al., 2001)

Clinical Global Impressions Scale (CGI) (Guy, 1976 – Pathological Gambling)

STRUMENTI PER L’INQUADRAMENTO DEL GIOCO D’AZZARDO NEI GIOVANI

South Oaks Gambling Screen-Revised for Adolescents (SOGS-RA) (Winters et al., 1993)

Massachussets Adolescent Gambling Screen (MAGS) (Shaffer et al., 1994)

DSM-IV Adapted for Juveniles (DSM-IV-J)
Gamblers Anonimous 20 Questions
DSM-IV Multiple (Fisher, 1992)

COMORBILITÀ

GAP e Disturbi da uso di sostanze nella popolazione generale e nei giocatori d’azzardo in trattamento GAP e Disturbi dell’umore e suicidalità nella popolazione generale e nei giocatori d’azzardo in trattamento GAP e Disturbi d’ansia nella popolazione generale e nei giocatori d’azzardo in trattamento GAP e Altri disturbi mentali nella popolazione generale e nei giocatori d’azzardo in trattamento GAP in soggetti in trattamento per disturbi mentali diversi dai disturbi da uso di sostanze

CONCOMITANZA DI GAP E DUS NELLA POPOLAZIONE GENERALE E NEI GIOCATORI D’AZZARDO IN TRATTAMENTO DUS Popolazione generale Giocatori d’azzardo in trattamento Qualsiasi sostanza

50% nei soggetti con GAP < 20% nei soggetti senza GAP

Tassi lifetime da ¼ a 2/3: membri di Gamblers Anonimous, soggetti ricoverati o ambulatoriali Alcol 4-5 volte maggiore nei soggetti con GAP Sostanze illegali 8,1-16,8% nei soggetti con GAP di liv. 2-3 lifetime 4,2-7,8% nei soggetti con GAP di liv. 1 2,0-3,5% nei soggetti con GAP di liv. 0 Nicotina % maggiore nei soggetti con GAP di liv. 3 che in quelli di liv. 0 62-69% → uso 37% → dipendenza

CONCOMITANZA DI GAP E DISTURBI DELL’UMORE E DI SUICIDALITÀ NEI GIOCATORI D’AZZARDO IN TRATTAMENTO Disturbi dell’umore e suicidalità Popolazione generale

Giocatori d’azzardo in trattamento Depressione maggiore

Nei soggetti con gioco d’azzardo problematico tassi più alti che nei controlli

33-76% nei soggetti ricoverati o ambulatoriali. Nell’86% dei soggetti il gioco precedeva la depressione. Disturbo bipolare Risultati discordanti sulla maggiore prevalenza rispetto ai controlli Distimia Dati non disponibili Suicidalità I tassi più alti sembrano correlati all’accessibilità al gioco d’azzardo Alti tassi di ideazione suicidaria e di tentativi di suicidio, in qualche studio direttamente proporzionali alla quantità di denaro scommesso

CONCOMITANZA DI GAP E DISTURBI D’ANSIA NELLA POPOLAZIONE GENERALE E NEI GIOCATORI D’AZZARDO IN TRATTAMENTO Disturbi d’ansia Popolazione generale Giocatori d’azzardo in trattamento Qualsiasi disturbo

Alti tassi nei soggetti con GAP Dati non disponibili Disturbi fobici Tassi particolarmente alti nei soggetti con GAP Dati contraddittori OCD PTSD Dati non disponibili Nel 26% dei soggetti ricoverati Nel 12,5% dei soggetti ambulatoriali

CONCOMITANZA DI GAP E ALTRI DISTURBI MENTALI NELLA POPOLAZIONE GENERALE E NEI GIOCATORI D’AZZARDO IN TRATTAMENTO Disturbi mentali Popolazione generale Giocatori d’azzardo in trattamento Disturbi psicotici Dati non disponibili 3-6% Sindrome di somatizzazione e Disturbo somatoforme Dati non significativi

Dati non significativi Disturbi dell’alimentazione Nelle donne con GAP: AN = 2% “alimentaz. compuls.” = 20% In studenti di college: “alimentaz. compuls.” = alti tassi AN assente BN → 17% ADHD Dati non disponibili 20% Disturbi del controllo degli impulsi Dati non disponibili acquisti compuls., comport. sessuali compuls., comport. esplosivi intermitt., cleptomania = alti tassi Disturbo antisociale di personalità Alti tassi Alti tassi Altri disturbi di personalità Dati non disponibili 27%

GAP IN SOGGETTI IN TRATTAMENTO PER DISTURBI MENTALI DIVERSI DAI DUS Campioni Tassi di GAP 105 pazienti con diagnosi diverse ospedalizzati 6,5% 107 pazienti con disturbi depressivi maggiori ospedalizzati 2,8% 701 membri della Obsessive Compulsive Foundation GAP pregresso o attuale → < 1% 231 pazienti con DOC 0 43 pazienti con shopping compulsivo 11% lifetime 9% attuale 87 soggetti assistiti dal servizio sociale 17% 171 soggetti homeless ammessi consecutivamente in residenza protetta GAP di livello 2 → 12,8% GAP di livello 3 → 5,5% 61 donne curate in un Pronto Soccorso per violenza sessuale subita dal partner GAP nel 23% dei partners

TEORIE EZIOLOGICHE E STRATEGIE TERAPEUTICHE

Approccio psicoanalitico

Approccio neurobiologico

Approccio comportamentale

Approccio cognitivo

Approccio cognitivo-comportamentale

Terapie eclettiche

Gamblers Anonimous

APPROCCIO PSICOANALITICO. 1

Gli psicoanalisti sono stati tra i primi clinici a proporre spiegazioni teoriche del GAP.

Simmel (1920)

I giocatori d’azzardo patologici, portatori di tratti narcisistici, sarebbero convinti di possedere poteri magici, che permetterebbero loro di esercitare un controllo sull’incontrollabile.

Freud (1927)

Nel saggio “Dostoevskij e il parricidio” propose un’interpretazione del problema del gioco d’azzardo: Dostoevskij giocava d’impulso e non riusciva a fermarsi fin quando non aveva perso tutto. Questo bisogno di perdere era come una punizione che egli stesso si autoinfliggeva.

Il gioco d’azzardo sarebbe un sostituto e un derivato della masturbazione.

Le perdite costanti del giocatore d’azzardo nevrotico sarebbero in parte dovute alla sua incapacità ad accettare i dettami delle leggi matematiche del caso. (segue)

La Fortuna e il Destino sarebbero gli equivalenti di Dio e del padre, rappresenterebbero, cioè, la figura forte, onnipotente, protettiva, che può uccidere, castrare, abbandonare o amare.

“Anche il Fato, infine, non è altro che una proiezione paterna più tarda” (Freud, 1927).

Il gioco d’azzardo può, quindi, avere i seguenti significati:

  • Sfidare o mettere alla prova la figura paterna.
  • Rappresentare una battaglia contro il Destino.
  • Essere vissuto come un atto di estrema sottomissione in cui il giocatore si
    pone alla mercé del Destino.
  • Rappresentare un tentativo di corrompere la potente figura paterna.
  • Simboleggiare un’occasione per corteggiare o conquistare la figura paterna.

APPROCCIO PSICOANALITICO. 2 Freud (continua)

APPROCCIO PSICOANALITICO. 3

Fenichel (1945)

Il gioco d’azzardo “nevrotico” (equivalente all’attuale GAP) rientra nella categoria delle nevrosi d’impulso e presenta punti di contatto con le tossicomanie e le perversioni in quanto l’impulso a giocare è sperimentato non come alieno all’Io, ma come ad esso sintonico. Anche se l’impulso non è apertamente sessuale, come nelle perversioni, e anche se non è presente uno stato di intossicazione euforica, come nelle assuefazioni a droghe, al giocatore piace giocare, è come se gli dovesse piacere per forza. Le fantasie inconsce del giocatore d’azzardo nevrotico sono identiche alle fantasie masturbatorie dell’individuo e sono responsabili in parte dei sensi di colpa verso il gioco. D’altra parte sia la masturbazione che il gioco d’azzardo vengono entrambi iniziati per gioco.

Greenson (1947)

Il giocare d’azzardo permette la scarica di impulsi pregenitali. Moti fallici, sadico-anali e orali possono trovare una via di scarica in questa situazione con un minimo di sensi di colpa poiché questo comportamento è accettato dal gruppo e la colpa è condivisa con altri giocatori. La natura regressiva di queste attività è confermata dal pensiero e dagli atti arcaici dei giocatori, nel loro tentativo di influenzare la fortuna. Il giocatore d’azzardo nevrotico cerca dal Destino il segno della sua onnipotenza (...) è questo sentimento dell’Io arcaico che rende possibile il gioco d’azzardo. Egli osa sfidare gli dei a dargli un segno che confermi questa malferma fiducia nella propria onnipotenza (…) Il giocatore d’azzardo nevrotico scambia il proprio intenso desiderio di onnipotenza con la sensazione di essere onnipotente. Il carattere regressivo di questo stato di cose è in armonia con i tratti infantili del pensiero e delle azioni del giocatore d’azzardo nevrotico, che presentano una sorprendente qualità animistica, superstiziosa e magica (…) Il giocatore d’azzardo nevrotico scambia il proprio intenso desiderio di onnipotenza con la sensazione di essere onnipotente. Il carattere regressivo di questo stato di cose è in armonia con i tratti infantili del pensiero e delle azioni del giocatore d’azzardo nevrotico, che presentano una sorprendente qualità animistica, superstiziosa e magica (…) Il giocatore d’azzardo nevrotico è una personalità sull’orlo di una grave depressione.

(segue) APPROCCIO PSICOANALITICO. 4

APPROCCIO PSICOANALITICO. 5 Greenson (continua)

La nevrosi del gioco d’azzardo, al pari di tante nevrosi d’impulso, rappresenta un tentativo di difendersi da una grave depressione incombente.

… il giocatore d’azzardo nevrotico è regredito ai desideri infantili di onnipotenza. Egli osa esporsi al Destino perché confonde il suo desiderio di onnipotenza con il sentimento di essere onnipotente. Entra in quest’area con timore e speranza e aspetta un segno da una figura paterna, il Destino, che gli dimostri che lui è realmente il prescelto. Dal momento che forti desideri di onnipotenza e sentimenti oceanici sono la prova di un fallimento dell’Io nel mantenere un livello maturo, ci si aspetterebbe di trovare nella storia infantile dei giocatori d’azzardo nevrotici gravi deprivazioni e/o gratificazioni eccessive (…) Questi tentativi di ricatturare il sentimento perduto di onnipotenza sono condannati all’insuccesso. Il giocatore d’azzardo nevrotico non riesce a smettere di giocare perché non può sopportare il sentimento di abbandono e depressione quando perde, e non può sopportare l’eccitazione del vincere. I sentimenti suscitati in lui dal vincere e dal perdere sono così intrecciati con i sensi di colpa che la piena soddisfazione è impossibile e i desideri frustrati riaffiorano continuamente cercando gratificazione.

Il decorso di questa malattia è molto burrascoso: i pazienti necessitano spesso di periodi di ricovero ospedaliero. L’unica terapia adeguata è la psicoanalisi. La prognosi non è favorevole, perché ci sono frequenti ricadute. Inoltre le complicazioni secondarie del gioco d’azzardo, cioè le difficoltà legali ed economiche, spesso interferiscono con il trattamento. In genere il decorso e i risultati del trattamento sono simili a quelli dei pazienti assuefatti a droghe e affetti da perversioni.

Tipi di giocatori d’azzardo secondo Greenson

La persona normale che gioca per diversivo o per distrazione e che può smettere quando lo desidera;

Il giocatore d’azzardo di professione che ha scelto il gioco d’azzardo come modo per guadagnarsi da vivere;

Il giocatore d’azzardo nevrotico che gioca perché spinto da bisogni inconsci e che non può cessare di giocare.

APPROCCIO PSICOANALITICO. 6

APPROCCIO PSICOANALITICO. 6

Bergler (1949)

Propose una teoria generale del GAP e lo inquadrò tra le dipendenze comportamentali, delle quali individuò sette aspetti specifici:

La dipendenza non è mai un comportamento sporadico, ma è piuttosto un rischiare in modo abituale. Il fattore quantitativo è indispensabile per differenziare un comportamento normale da una dipendenza (come non è un ubriacone chi beve un cocktail prima di cena, allo stesso modo non sono giocatori patologici tutti coloro che giocano d’azzardo). 2) La dipendenza comportamentale esclude ogni altro interesse. 3) Il soggetto dipendente è un ottimista che non impara mai dalla sconfitta. In tutte le dipendenze comportamentali vi è una strana certezza del successo, che non può essere sconfessata dalla prova dei fatti. Essere dipendenti consiste nel continuare a sperare in una persona, in una droga o in un comportamento, che hanno portato solo sfortuna e dolore. 4) Il dipendente non sa fermarsi. E’ proprio a causa della perdita del controllo che i comportamenti dipendenti si differenziano dai comportamenti normali.

(segue)

5) Le buone intenzioni non servono a niente. Le persone dipendenti si ripromettono mille volte di cambiare, di cessare il comportamento che procura loro conseguenze così negative, ma inesorabilmente rinunciano ai buoni propositi di fronte a una nuova, imprevista tentazione. Il rimorso ed il senso di colpa che seguono in genere aggravano la ricaduta. 6) I dipendenti corrono dietro un brivido, una tensione. Una determinata esperienza, un determinato comportamento vengono ripetuti in quanto permettono di riprovare il brivido della tensione. “La tensione è un miscuglio di sensazioni piacevoli e dolorose che non è possibile paragonare ad altre sensazioni conosciute.” La presenza di questa misteriosa tensione rappresenta un chiaro segnale che si ha a che fare con una dipendenza comportamentale. 7) La dipendenza è una sorta di ribellione alla logica del buon senso, della moderazione. I dipendenti sacrificano il principio di realtà in favore del principio di piacere. Tale ribellione causa in molti casi una punizione esterna dalla società o una punizione che viene dall’interno sotto forma di senso di colpa. APPROCCIO PSICOANALITICO. 7 Bergler (continua)

APPROCCIO PSICOANALITICO. 8

Rosenthal e Rugle (1994)

Si gioca d’azzardo per una serie di ragioni, che, in qualche modo, definiscono differenti tipologie di giocatori. Più di una ragione può coesistere nello stesso individuo.

Per alcuni individui alla base del gioco d’azzardo patologico vi sarebbe una sorta di eccitamento. La vincita sarebbe fantasticata come un trionfo e la spinta al successo sarebbe dovuta all’intenso desiderio di fare colpo sugli altri (in particolare su uno dei genitori). Per altri il gioco d’azzardo sarebbe come una provocazione onnipotente, sarebbe come flirtare con la fortuna. Ciò comporterebbe il coinvolgimento in attività molto rischiose, come fare puntate straordinariamente alte. La ricerca di sensazioni forti avrebbe lo scopo di compensare sentimenti di vuoto e depressivi. Una terza ragione sarebbe la competitività, cioè il bisogno di eccellere nell’unico campo in cui si pensa di essere bravi, come reazione all’essersi sentiti non apprezzati e trascurati durante la crescita.

(segue)

Una quarta ragione potrebbe essere il desiderio di trasgressione, che porterebbe ad infrangere le regole e le convenzioni. Ciò corrisponderebbe ad una tendenza aggressiva, la vincita sarebbe associata a fantasie di vendetta nei confronti degli altri, ottenuta acquistando ed ostentando auto e vestiti molto costosi. Anche la ricerca dell’indipendenza può rappresentare una ragione del gioco d’azzardo, in quanto una grossa vincita permetterebbe di smettere di lavorare, di separarsi dal coniuge o di rendersi autonomi dai genitori. Una sesta ragione potrebbe essere cercare di essere accettati a livello sociale. Alcuni giocatori d’azzardo rimangono impressionati dal fatto di ricevere alcuni “trattamenti di favore”, materiali (sconti, camere d’albergo o pasti gratis) o meno (essere riconosciuti dal personale della casa da gioco, sedersi accanto ad un personaggio famoso al tavolo della roulette). Infine alcuni, quando sono soli e depressi, cercherebbero nel gioco d’azzardo sollievo e consolazione come auto-terapia.

APPROCCIO PSICOANALITICO. 9 Rosenthal e Rugle (continua)

TRATTAMENTO PSICOFARMACOLOGICO DEL GAP - 1 Autori Antidepressivi (tra parentesi la dose mg/die media) Hollander et al. (1992) Clomipramina (125) Hollander et al. (1998) Fluvoxamina (220) Hollander et al. (2000) Fluvoxamina (195) Blanco et al. (2002) Fluvoxamina (200) Pallanti et al. (2002) Nefazodone (346) Zimmerman et al. (2002) Citalopram (35) Grant et al. (2003) Paroxetina (10-60)

TRATTAMENTO PSICOFARMACOLOGICO DEL GAP - 2 Autori Stabilizzatori dell’umore (tra parentesi la dose mg/die media) Moskowitz (1980) Litio (1800) Haller & Hinterhuber (1994) Carbamazepina (600) Pallanti et al. (2002) Litio (796) o Valproato (874)

TRATTAMENTO PSICOFARMACOLOGICO DEL GAP - 3

Autori Antagonisti degli oppiacei (tra parentesi la dose mg/die media) Crockford & el-Guebaly (1998) Naltrexone (50) + Fluoxetina (20) Kim (1998) Naltrexone (100) Kim et al. (2001) Naltrexone (188) Kim & Grant (2001) Naltrexone (100) Grant et al. (2006) Nalmefene (50) Antipsicotici atipici (tra parentesi la dose mg/die media) Potenza & Chambers (2001) Olanzapina (10)

TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE La terapia cognitivo-comportamentale del GAP mira essenzialmente ad aiutare i giocatori d’azzardo patologici a capire tutti gli aspetti del loro problema per risolverli. Il trattamento li aiuta a smettere di giocare e a gestire le conseguenze del GAP. I giocatori prendono coscienza dei pericoli insiti nel loro modo di pensare mentre imparano a correggerlo e pervengono ad una migliore comprensione dei diversi fattori, che determinano la persistenza del GAP. Una stretta collaborazione tra paziente e terapeuta è necessaria poiché non vi sono soluzioni già pronte da utilizzare. Al contrario, i giocatori sono guidati, tra domande e possibili soluzioni, tra tentativi ed errori, verso la scoperta delle soluzioni adatte a loro. Durante la terapia vengono effettuati esercizi, che permettono ai giocatori di acquisire o sviluppare abilità o atteggiamenti, che possono utilizzare nella vita di tutti i giorni. Tali esercizi aiutano i giocatori anche a padroneggiare le situazioni difficili e a contrastare il desiderio di giocare d’azzardo. Alla fine si ottiene un aumento dell’autostima attraverso l’apprezzamento dell’efficacia del processo, cui si sono sottoposti per smettere di giocare.

TERAPIE ECLETTICHE

Modelli di trattamento simili a quelli offerti ai tossicodipendenti. Questi trattamenti comprendono sedute individuali e di gruppo eventualmente in aggiunta alla regolare frequentazione di incontri di self-help (Gamblers Anonimous). Sono state proposte anche terapie, che combinano colloqui individuali e incontri, nei quali vengono affrontate tematiche familiari e relazionali. Alcuni modelli di trattamento associano incontri individuali, incontri di gruppo, supporto in gruppi di auto-aiuto ed incontri con i familiari.

GAMBLERS ANONIMOUS Approccio terapeutico basato sull’auto-aiuto e strutturato sul modello di Alcolisti Anonimi (AA).

Secondo i principi ispiratori di GA il GAP è una malattia da cui non si guarisce, ma che può solo essere fermata mediante la completa astinenza dal gioco.

Come in AA il modello di GA si basa sul seguire 12 principi o passi, che comportano da parte dei membri partecipanti sia riconoscere che giocare d’azzardo costituisce un problema, nei confronti del quale si è impotenti, sia arrendersi ad un “potere superiore”.

Negli incontri di gruppo i membri di GA, quando intervengono, devono identificarsi con il nome di battesimo ed iniziare a parlare dicendo “Mi chiamo … e sono un giocatore patologico …”. La presentazione può essere seguita dalla dichiarazione “Non gioco da … giorni”. Ai membri, che raggiungono significativi periodi di astinenza, come per esempio un anno, vengono assegnati dei simbolici segni (spille, coccarde) di riconoscimento.

Sono anche compilati elenchi di numeri telefonici di persone che si possono chiamare. I membri di GA sono incoraggiati a telefonarsi in caso di emergenza o nei casi in cui sono tentati di giocare d’azzardo.

  1. GIOCO D’AZZARDO E SALUTE PUBBLICA

IL GIOCO D’AZZARDO COME PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA - 1

L’approccio medico, in genere adottato a livello dell’assistenza sanitaria, serve a quanti hanno gravi problemi legati al gioco d’azzardo, ma si rapporta relativamente poco ai problemi sociali, che da esso derivano.

Inoltre, l’approccio individuale, che serve poco a prevenire lo sviluppo del GAP in coloro che non ne sono affetti, non modifica l’incidenza dei disturbi da gioco d’azzardo.

Una prospettiva di salute pubblica dovrebbe spostare il fuoco dell’attenzione dall’individuo alla comunità e dovrebbe cercare di cambiare il modo in cui la gente gioca d’azzardo allo scopo di

ridurre il numero dei giocatori d’azzardo di livello 2 e migliorare la  salute generale della popolazione.

IL GIOCO D’AZZARDO COME PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA - 2

I governi hanno una notevole ambivalenza rispetto a come bilanciare in modo corretto l’introduzione di nuovi progetti di gioco d’azzardo e l’implementazione delle politiche per regolarlo.

Le industrie dei casino, ma anche certi comuni, lottano per avere migliori opportunità per offrire luoghi di svago, nei quali si gioca d’azzardo.

L’opinione pubblica protesta, a volte anche vigorosamente, per l’impatto del gioco d’azzardo sulla comunità e, almeno in alcuni stati occidentali, le istituzioni pubbliche sono favorevoli a fornire programmi educativi contro il GAP, servizi di consulenza, linee telefoniche d’aiuto, eccetera.

IL GIOCO D’AZZARDO COME PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA - 3

Dal punto di vista della salute pubblica è necessario riconoscere che il gioco d’azzardo produce potenzialmente sia costi che benefici.

Tener conto del peso che gli uni e gli altri hanno sui livelli sanitario, sociale ed economico costituisce il necessario presupposto per disporre strategie di salute pubblica a protezione soprattutto dei sottogruppi di popolazione vulnerabili, a rischio, che sono

i minori, i soggetti con disturbi additivi o con altri disturbi mentali, gli individui con una storia familiare di gioco d’azzardo, gli anziani, i clienti e gli impiegati dei casino e degli altri luoghi ove si gioca d’azzardo, gli individui di livello socioeconomico più basso.

IL GIOCO D’AZZARDO COME PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA - 4

Conseguenze negative del gioco d’azzardo - 1

Disturbi specifici

Disfunzione familiare e violenza domestica

Gioco d’azzardo nei giovani e nei minorenni

Problemi secondari all’abuso di/dipendenza da alcol e altre droghe

Disturbi psichiatrici

Suicidio, ideazione suicida, tentativi di suicidio

Problemi finanziari significativi

Comportamento criminale

IL GIOCO D’AZZARDO COME PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA - 5

Conseguenze negative del gioco d’azzardo - 2

Il fatto che il gioco d’azzardo può avere un impatto negativo sulla “salute” in termini di commissione di crimini, abuso di sostanze, povertà e violenza domestica di per sé non chiarisce quale sia la causa e l’effetto.

I criminali giocano d’azzardo oppure i giocatori d’azzardo diventano criminali?

Coloro che hanno disturbi mentali giocano d’azzardo per “curare” il loro stato emotivo oppure il gioco d’azzardo stimola e aggrava i loro disturbi emotivi?

L’analogia di tali domande con quelle poste dall’uso di sostanze è chiara. Tuttavia lo stato attuale delle conoscenze scientifiche non permette di concludere se il gioco d’azzardo sia la causa principale o la concausa o la conseguenza di una determinata gamma di problemi sociali o sanitari.

IL GIOCO D’AZZARDO COME PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA - 6

La maggior parte delle ricerche sul gioco d’azzardo si è interessata delle sue conseguenze negative a livello sociale e a livello della salute mentale.

Riconoscere che vi è un gioco d’azzardo “sano” potrebbe aiutare a spiegare il suo potere di attrazione.

Il concetto di promozione della salute mentale fornisce una nuova cornice di riferimento ed un nuovo vocabolario per l’esame dei potenziali benefici del gioco d’azzardo sulla salute.

In questa ottica è importante studiare:

le persone che giocano d’azzardo, i loro obiettivi di promozione della salute mentale, le situazioni in cui tali obiettivi si realizzano.

IL GIOCO D’AZZARDO COME PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA - 7

Effetti positivi del gioco d’azzardo sulla salute mentale

Integrazione sociale

Gioco adulto

Valorizzazione delle strategie di coping

IL GIOCO D’AZZARDO COME PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA - 8 Effetti positivi del gioco d’azzardo sulla salute mentale

1) INTEGRAZIONE SOCIALE

Il gioco d’azzardo potrebbe procurare un senso di collegamento e di socializzazione attraverso un corretto svago nel tempo libero.

Come andare al cinema, stare in un pub o partecipare ad una attività fisica, anche andare al casino, all’ippodromo o al cinodromo può procurare un sano cambiamento e una sana tregua per le esigenze della vita quotidiana o per l’isolamento sociale.

Tali attività potrebbero essere particolarmente importanti per le persone anziane.

IL GIOCO D’AZZARDO COME PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA - 9 Effetti positivi del gioco d’azzardo sulla salute mentale

2) GIOCO ADULTO

Da tempo è riconosciuta l’importanza del gioco per il sano sviluppo dei bambini.

Il gioco potrebbe essere particolarmente importante anche per gli adulti per ridurre l’ansia, lo stress e la disforia.

IL GIOCO D’AZZARDO COME PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA - . 10 Effetti positivi del gioco d’azzardo sulla salute mentale

3) VALORIZZAZIONE DELLE STRATEGIE DI COPING

Il gioco contribuisce a costruire abilità e competenze, come il miglioramento della memoria, la soluzione di problemi attraverso le tattiche di gioco, la competenza matematica, la concentrazione e il coordinamento occhio-mano.

grazie dell’attenzione

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Giuseppe Zanda - Medico psichiatra e psicoterapeuta - Via Consani 80 - 55100 Lucca