Giuseppe Zanda

Medico psichiatra psicoterapeuta

Dr. Giuseppe Zanda, psichiatra psicoterapeuta. Via Consani 80, Lucca.

Sito web che raccoglie pubblicazioni e interventi svolti negli ultimi anni. Gli articoli sono a carattere scientifico e divulgativo.

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Fondamenti di Psicopatologia in Addictologia. 1 Parte generale
Azienda USL 2 Lucca
Dipartimento delle Dipendenze
Seminario di formazione
Lucca, 6 giugno 2009
Giuseppe Zanda

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Argomenti
Premessa
Introduzione alla psicopatologia descrittiva
Cervello e psicopatologia
        Il telencefalo: corteccia cerebrale
        Il diencefalo: talamo e ipotalamo
Sistema motorio e psicopatologia
Sistema limbico, emozioni e psicopatologia

 


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Premessa

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“Di tutte le persone, che sono oggetto della nostra pietà e della nostra beneficienza, nessuna suscita la mia compassione più di coloro che la volontà di Dio ha lasciato in piena salute fisica, ma ha privato della ragione per cui non sono in grado di badare a se stessi.

E, secondo me, burlarsi di coloro che vogliono comprenderli è uno dei fatti riguardanti la comprensione degli altri che maggiormente grida vendetta”.
                     (Defoe, 1697)
Daniel Defoe 1660-1731

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Alla fine del XVII secolo Daniel Defoe, romanziere, giornalista e politico, amaramente osservava che i suoi contemporanei ritenevano fosse ridicolo voler comprendere coloro che erano privi della ragione.

Nell’Inghilterra di Defoe cercare di capire la follia era considerato non solo una perdita di tempo, ma addirittura qualche cosa da prendere in giro.

A distanza di più di tre secoli l’osservazione di Defoe sembra, almeno in parte, ancora attuale.

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Ancora oggi i disturbi del comportamento, non riconducibili ad una malattia fisica, sono oggetto di un’attenzione diversa (che spesso significa disattenzione) a seconda del contesto sociale, economico, politico in cui vengono valutati.

Questa diversità può essere così marcata che persino coloro, che sono interessati al problema dei disturbi del comportamento, considerano le idee di chi ne ha una concezione diversa dalla loro non solo irrimediabilmente errate, ma spesso anche ridicole.

E dobbiamo anche sottolineare che questo accade tanto meno probabilmente quanto più un disturbo del comportamento risulta legato ad un’accertata patologia, che sia di natura neurologica (per esempio, le epilessie, le demenze e le insufficienze mentali) o meno.

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Di fatto i disturbi del comportamento, che hanno una base organica riconosciuta e non costituiscono più oggetto specifico dell’assistenza psichiatrica, sono da tempo diventati competenza di discipline decisamente positiviste, come la neurologia, all’interno delle quali non accade, se non raramente, che opinioni diverse su un determinato tema vengano ridicolizzate.

Da tale osservazione verrebbe spontanea la seguente domanda:
    affinchè i disturbi del comportamento, a prescindere dalla  loro più o meno accertata base biologica, e coloro che li presentano siano rispettati e coloro che li studiano siano presi sul serio è forse necessario depsichiatrizzare o neuropsichiatrizzare la psichiatria?

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Introduzione alla psicopatologia descrittiva

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Psicopatologia: definizioni
Studio dei disturbi mentali.

Studio sistematico delle esperienze, dei processi cognitivi e dei comportamenti abnormi, cioè studio dei prodotti di una psiche disturbata.

Branca scientifica che si occupa della natura essenziale della malattia mentale: le sue cause, le alterazioni strutturali e funzionali associate ad essa, e i modi in cui si manifesta.

Manifestazioni dei disturbi mentali, ma anche studio dei problemi, delle cause e dei processi dei disturbi mentali.

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Psicopatologia
descrittiva (“che cosa”)
esplicativa o psicologica (“perchè”)

La psicopatologia descrittiva non prende in esame le spiegazioni teoriche degli eventi psicologici, bensì descrive e classifica (categorizza) le esperienze abnormi sulla base di quanto viene raccontato dal paziente o viene osservato nel suo comportamento.

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L’interesse centrale (il focus) della psicopatologia descrittiva è rivolto alle caratteristiche dei disturbi comportamentali osservabili ed evidenziabili con precisione.

La psicopatologia descrittiva include aspetti soggettivi (fenomenologia) e aspetti oggettivi (descrizione del comportamento).

Per fenomenologia si intende lo studio degli eventi, psicologici o fisici, senza arricchirli con la spiegazione della causa o la loro funzione.
In Psichiatria la fenomenologia comprende l’osservazione e la categorizzazione degli eventi psicologici abnormi, le esperienze interne del paziente e il suo conseguente comportamento.

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In psichiatria uno dei significati del termine fenomenologia si riferisce al particolare uso che ne fece lo psichatra e filosofo Karl Jaspers, che dedicò i suoi studi clinici alla descrizione degli stati mentali in una maniera empatica e teoricamente neutrale (Berrios,
    1992).

In psichiatria il metodo della fenomenologia è interamente asservito al mero scopo di rendere l’esperienza del paziente comprensibile, così che possa derivarne una classificazione e una terapia razionali.
Karl Jaspers 1883-1969

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La psicopatologia descrittiva si serve di due strumenti principali: l’empatia e l’osservazione.

Il concetto di empatia somiglia ad uno strumento clinico, che deve essere usato con abilità per misurare lo stato soggettivo interno di un’altra persona utilizzando la propria capacità di osservare l’esperienza emotiva e cognitiva come pietra di paragone.

Il secondo strumento della psicopatologia descrittiva consiste nell’osservazione accurata del comportamento, nell’esame dei gesti, dell’atteggiamento del corpo e delle azioni al fine di capirne il significato.

(Oyebode, 2008)
 

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La psicopatologia si manifesta sotto forma di sintomi e di segni:
I sintomi sono sperimentati soggettivamente, “non possono” essere osservati e devono essere riferiti dal paziente.
I segni possono essere osservati e documentati oggettivamente.

“L’esame obiettivo psichiatrico ha come interesse centrale il comportamento in quanto espressione delle funzioni cerebrali, delle interazioni tra funzione cerebrale ed il resto del corpo e delle influenze dell’ambiente su quelle interazioni”.
 (Taylor & Vaidya, 2009)

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Riconoscere che la “perdita della ragione” e altre manifestazioni psicopatologiche sono espressioni di una malattia o di una disfunzione del cervello ha implicazioni diagnostiche molto importanti in quanto concorre in modo determinante alla instaurazione di trattamenti più corretti.  

Dobbiamo, tuttavia, rammaricarci del fatto che questo bisogno di accuratezza diagnostica è, in un certo qual modo, sovvertito dalla classificazione psichiatrica oggi vigente (DSM-IV; ICD-10).

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L’inquadramento accurato di una malattia psichiatrica necessita di una profonda conoscenza dei sintomi e dei segni dei disturbi del comportamento.

Ė necessario, quindi, che coloro che sono impegnati nella cura dei pazienti conoscano la psicopatologia descrittiva e sappiano effettuare un corretto esame obiettivo del loro stato per mettere in evidenza i fenomeni utili sul piano clinico.

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L’approccio psicopatologico ai processi mentali abnormi è essenzialmente un approccio non biologico, così che, anche quando le cause organiche di una condizione morbosa sono note, l’interesse della psicopatologia risiede nel mettere in ordine i sintomi e l’esperienza del paziente piuttosto che la patologia organica di quella condizione.

Oggi si conoscono molti collegamenti tra diverse malattie psichiatriche e una patologia organica identificabile.

Tuttavia l’interesse centrale della psicopatologia descrittiva non riguarda questi collegamenti e, in definitiva, la sua utilità non dipende dal fatto di ritrovare la localizzazione cerebrale di un delirio o di qualsiasi altro evento psichico.

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Per lungo tempo la psichiatria sintomatica (la psicopatologia descrittiva) sembrava aver perso il contatto con la psichiatria organica, nella quale l’evidenza della malattia mentale viene vista nella malattia del cervello.

Oggi, invece, ci ritroviamo di fronte allo sviluppo di “un vento nuovo dal campo sperimentale della psicopatologia, della neuropsicologia e delle neuroscienze biologiche” (Mundt, 2000).  
 
Il termine organico non dovrebbe essere contrapposto a quello convenzionale di funzionale, perchè quest’ultimo è un termine estremamente fuorviante.

Oggi la psicopatologia descrittiva esplora gli elementi sintomatici della malattia, cioè la natura dei sintomi e a che cosa essi sono associati.

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→Tutte le forme della psicopatologia descrittiva si osservano in pazienti con certe malattie neurologiche (per esempio, epilessia, stroke, demenza).

→ Molti segni e sintomi neurologici si osservano in pazienti con un disturbo psichiatrico riconosciuto.

Separare la psichiatria e la neurologia è arbitrario: infatti entrambe le discipline si prendono cura di persone che hanno una disfunzione o una malattia del cervello.
 
Il terreno comune della psichiatria e della neurologia sta nelle implicazioni cliniche dei disturbi del comportamento elicitati da una disfunzione cerebrale.

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Definire con chiarezza e precisione la psicopatologia per inquadrare correttamente le sindromi comportamentali e per scegliere i trattamenti più idonei rappresenta un impegno che possiede un valore pratico sia per il clinico in formazione che per il clinico esperto.

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Cervello e psicopatologia

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I disturbi del comportamento riflettono eventi biologici.

Il cervello genera il comportamento.

«Una lesione dinamica in verità non è che una lesione [del cervello], edema, anemia, iperemia attiva, della quale non si trova traccia dopo la morte» (S. Freud a proposito dell’isteria).
Sigmund Freud, biologo della psiche

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Che cosa è “neurologico” e che cosa è “mentale”?

In generale nella clinica si definiscono
    - neurologiche le esperienze soggettive non consapevoli (es. mantenimento P.A., postura),
    - mentali le esperienze soggettive consapevoli (es. memoria, fantasie, emozioni, pensieri).

La comprensione dei rapporti cervello-comportamento è importante per la cura del paziente.

La comprensione dei rapporti cervello-comportamento si basa sulla conoscenza dell’organizzazione funzionale del cervello.

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Encefalo
Prosencefalo (Forebrain)
    Telencefalo
     Diencefalo
     Nuclei della base
    
Mesencefalo (Midbrain)
    Tetto
    Tegmento

Rombencefalo (Hindbrain)
    Ponte (metencefalo) -cervelletto
    Bulbo (mielencefalo)


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Emisferi cerebrali e Corpo calloso

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Psicopatologia caratteristica dei sistemi funzionali del cervello
Stupor, delirium, disturbi del sonno
Sistema di arousal
Alcolismo e abuso di sostanze
Sist. di ricompensa edonistica
Melanconia; disturbi d’ansia; turbe del ritmo circadiano e ultradiano.
Sistema di risposta allo stress
F: Perdita dell’espressione delle emozioni (aprosodia motoria). T-P: Sindromi di Capgras e di Fregoli; deliri di sdoppiamento. Aprosodia recettiva. Problemi visuo-spaziali e della memoria. Aspetti psicosensoriali e deliri di passività.
Corteccia cerebr. non dominante
F: Afasia di Broca e motoria transcorticale; sindromi”frontali”. T: Afasia di Wernicke; aspetti psicosensoriali; problemi di memoria verbale. P: Afasia recettiva transcorticale; sindrome di Gerstmann; astereognosia e grafestesia.
Corteccia cerebrale dominante
Sindromi “frontali”; segni motori cerebellari.
Sistema ponto-cerebellare
Catatonia, comportamenti perseverativi e stereotipati; sindromi “frontali” abuliche e disinibite; segni dei nuclei della base, comportamenti O.C.; cambiamenti di personalità.
Circuiti del lobo frontale

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Sindrome frontale apatico/abulica

Apatia e abulia (ottundimento delle emozioni)
Diminuzione della spontaneità, dell’emissione verbale (mutismo) e delle azioni (acinesia)
Bradicinesia e bradifrenia
Perdita della fluidità e della flessibilità del pensiero
Perseverazione del pensiero e del movimento
Deficit della funzione esecutiva
Deficit dell’apprendimento


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Sindrome frontale disinibita
Irritabilità
Labilità emotiva
Impulsività e distraibilità
Espressione sciocca e superficiale delle emozioni
Involgarimento della personalità
Perdita del garbo sociale
Mancanza di tatto
Fenomeni di eco e comportamenti stimolo-correlati
Comportamento utilitarista

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Complementarietà degli emisferi cerebrali

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Psicopatologia e malattia dell’emisfero cerebrale lateralizzato
 Perdita dell’espressione delle emozioni (aprosodia motoria).
 Diniego della malattia (anosagnosia); minimizzazione della malattia  (anosodiaforia); delirio del doppio.
 Esperienze di alienazione e controllo.
 Sindromi deliranti di false identificazioni di Capgras e Fregoli (prosopagnosia).
 Aspetti catatonici del lato sin.
 Confabulazioni fantastiche.
 Disturbi alimentazione.
 Abulia, apatia, sindromi simil-depressive.
 Problemi della parola e del linguaggio; disturbi formali del pensiero.
 Pianto patologico (in seguito ad ablazioni).
 Aspetti catatonici del lato dx.

 

Malattia dell’emisfero cerebrale dx. (non dominante)
Malattia dell’emisfero cerebrale sin. (dominante)

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Il telencefalo: corteccia cerebrale

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Corteccia cerebrale

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I lobi della corteccia cerebrale
Lobo frontale
Lobo temporale
Lobo parietale
Lobo occipitale

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Funzioni del lobo frontale
Corteccia prefrontale:
Attività superiore del pensiero
Decisione
Pianificazione
Inibizione degli impulsi e delle azioni.

Corteccia premotoria e motoria:
Processing e trasmissione dell’informazione relativa ai movimenti corporei.


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Corteccia prefrontale e psicopatologia. 1
Funzioni esecutive
Ragionamento
Soluzione dei problemi
Nuovo apprendimento
Richiamo mentale
Flessibilità cognitiva
Generazione delle idee
Utilizzo delle abilità motorie
Riduzione della cura di sè (disfunzione grave)

 

Stati depressivi malinconici
Schizofrenia
Demenza del lobo frontale
Sindrome apatico-abulica
Circuito dorso-laterale

    La sua disfunzione compromette:


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Corteccia prefrontale e psicopatologia. 2
Circuito orbito-frontale

A) Circuito orbito-laterale (C. ventrolaterale)
Sindrome di disinibizione
“Personalità pseudo-psicopatica”

B) Circuito orbito-mediale (collegato all’amigdala)
Espressione emotiva anomala: aggressività paura, mal. depressiva

A e B
Comportamenti ossessivo-compulsivi

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Corteccia prefrontale e psicopatologia. 3
Circuito cingolato anteriore
La parte ventrale del c.c.a. ha collegamenti con amigdala, talamo,
n. accumbens (reward edonistico), striato ventrale (craving,
anticipazione del reward).

Apatia marcata e stupor
Mutismo acinetico e altri aspetti catatonici
Afasia motoria transcorticale
Incapacità di iniziare azioni e di interromperle quando iniziate
Indifferenza al dolore
M. Parkinson
M. Huntington
Paralisi sopranucleare progressiva
Lesioni talamiche

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Lobo temporale
 Disturbi dell’umore e d’ansia.
 Disturbi della memoria.
 Disturbi della percezione.
 Afasia recettiva (sx.).
 Comprensione del linguaggio e dei suoni ambientali.
 Lettura e riconoscimento dei visi.
 Tono emozionale all’input sensoriale.
 Aprendimento e immagazzinamento    a lungo termine dell’informazione sensoriale.
 Triggering del meccanismo di fuga/lotta e del suo supporto fisiologico.
Disfunzione
Funzioni

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Lobo parietale
 Disturbi cognitivi.
 Sindromi di mancato e abnorme riconoscimento.
 Disturbi della lettura, della scrittura e del nominare.
 Consapevolezza e riconoscimento astratto dello spazio tridimensionale e del rapporto sè/spazio.
 Integrazione degli stimoli semantici e delle sensazioni visive.
 Collegamento tra percezioni somatosensoriali e attività motoria e guida delle azioni motorie nello spazio tridimensionale.
 Focalizzazione dell’attenzione.
Disfunzione
Funzioni

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Funzioni del lobo occipitale
Centro della visione.

Processing delle informazioni visive provenienti dagli occhi.

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Il diencefalo: talamo e ipotalamo

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Anatomia del diencefalo

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Talamo
 Sindromi del lobo frontale (disibita o abulica).
 Sindromi simil-depressive.
 Demenza.
 Sindromi amnestiche.
 Disturbi della parola e del linguaggio.
 Sindromi dolorose.
 Disturbi dell’immagine corporea.
 Sindromi del lobo parietale.
 Disregolazione delle emozioni.
 Difficoltà dell’equilibrio e della coordinazione.
 Disturbi della percezione.

 Collegamento dell’informazione somatosensoriale all’appropriata area della corteccia parietale e mantenimento dell’immagine corporea.
 Sincronizzazione dell’informazione visiva e uditiva con le altre modalità percettive.
 Organizzazione di tutte le informazioni sensoriali in un set sincronizzato di percezioni.
 Integrazione dell’informazione sensoriale con un’area della corteccia sensoriale nei lobi temporali.
 Fornitura del tono alla circuiteria frontale e modulazione dell’attenzione, della veglia e del sonno.
Disfunzione
Funzioni

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Identificazione delle percezioni complesse generate dal sistema integrante sensoriale


Il collegamento del sistema i. s. con l’informazione immagazzinata (cioè la memoria) permette
il riconoscimento, la funzione, il nome degli oggetti;
il significato della percezione;
l’arricchimento della percezione mediante il legame con la memoria autobiografica e con altre memorie.

L’immagazzinamento e il recupero delle informazioni sono compito dell’ippocampo e delle sue estensioni (corpi mammillari e cortecce entorinale e paraippocampale).
 

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Sistema motorio e psicopatologia

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I movimenti, controllati dai sistemi motori, ci permettono di:

mantenere equilibrio e postura,
muovere il corpo, gli arti, gli occhi,
comunicare attraverso il linguaggio e la gestualità.


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Livelli dei sistemi motori

Sistemi scheletrico e motorio → determina quali movimenti si possono compiere.

Midollo spinale → mette in atto i comandi motori che provengono dal cervello. Nel caso più semplice si ha una risposta riflessa.

Tronco cerebrale → integra i comandi motori dei livelli superiori e li trasmette al midollo spinale.

Corteccia motoria primaria → origina i principali comandi motori.

Corteccia motoria secondaria → interviene in fase di programmazione del piano d’azione.

Cervelletto e nuclei della base → modulano le attività dei diversi sistemi di controllo motorio.

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Sistema limbico, emozioni e psicopatologia

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Sistemi ventrale e dorsale dell’emozione.1
Sistema ventrale
amigdala,
insula,
parti ventrali del giro cingolato ant. e della corteccia prefrontale

Sistema dorsale
ippocampo,
parti dorsali del giro cingolato ant. e della corteccia prefrontale


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Sistemi ventrale e dorsale dell’emozione.2
Sistema ventrale
Identifica la salienza degli stimoli correlati all’emozione e produce una risposta emotiva immediata, comprese le reazioni autonome connesse.

→ Disturbi dell’umore e Disturbi d’ansia.


Sistema dorsale
Regola lo stato emotivo.

→ Sindromi abuliche e sindromi disinibite.

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Aspetti generali delle emozioni
Esperienza emotiva (nello stato di veglia)
Soggettiva (vissuto interno)
Aperta (espressione)

Stimoli (interni o esterni) / salienza → emozione → risposta comportamentale

Percezione emotiva (p. es. fobie)

Espressione emotiva (p. es. depressione)

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Come si genera un’emozione?
Malinconia
Disturbi d’ansia
Deficit attenzione e cognitivi
Funzioni esecutive e generazione delle idee
Apatia, anedonia
Corteccia prefrontale mediale-dorsale --- Ippocampo
Espressione e modulazione
Sindrome di Klüver-Bucy
Amigdala, insula
Ipotalamo
Valutazione
 Consapevole
 Non consapevole
Ansia
Apatia, stupore
Bradicinesia, rigidità, catalessia
Formazione reticolare mesencefalica
Arousal (eccitazione) e attivazione
Psicopatologia
 Strutture anatomiche
Fasi

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Emozioni primarie e secondarie
Emozioni primarie
Paura
Rabbia
Felicità
Tristezza

Emozioni secondarie (sociali, culturali, apprese)
Orgoglio
Gratitudine
Gelosia

Emozione cronica → risposta di stress prolungata → rimodellamento delle regioni cerebrali coinvolte nella memoria e nelle emozioni (ippocampo, amigdala, corteccia prefrontale)

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Grazie dell’attenzione

 

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