Giuseppe Zanda

Medico psichiatra psicoterapeuta

Dr. Giuseppe Zanda, psichiatra psicoterapeuta. Via Consani 80, Lucca.

Sito web che raccoglie pubblicazioni e interventi svolti negli ultimi anni. Gli articoli sono a carattere scientifico e divulgativo.

La psicoterapia nel trattamento delle dipendenze patologiche Giuseppe Zanda www.psichiatragiuseppezanda.com AUSL 2 – SerT – Zona Distretto Piana di Lucca

7° Seminario di Formazione

12 gennaio 2008

Parte generale La psicoterapia: nozioni di base

3 Definizione di psicoterapia - 1 «Terapia per mezzo della comunicazione. Qualsiasi forma di terapia delle malattie mentali, dei disturbi del comportamento e/o di altri problemi ritenuti di natura emozionale, nella quale una persona, [specificamente] formata, stabilisce intenzionalmente un rapporto professionale con un paziente con lo scopo di eliminare, modificare o rallentare i sintomi presenti, di attenuare o cambiare completamente le modalità di comportamento e di favorire la crescita e lo sviluppo positivi della personalità.»

(Campbell, 2004)

4 Definizione di psicoterapia - 2 «Genericamente, comprende varie tecniche di terapia dei disturbi organici e non organici (cioè comportamentali). In senso più stretto e nel senso più comunemente usato, terapia psicologica [mediante la psiche] dei disturbi mentali, distinta dai metodi di cura fisici e chimici. La psicoterapia è praticata principalmente dagli psichiatri e dagli psicologi clinici, e, in una certa misura, da molti altri professionisti, come assistenti sociali, infermieri psichiatrici, MMG, guide pastorali, etc.»

(Wolman, 1989)

5 Definizione di psicoterapia - 3 «... un processo interpersonale progettato per produrre una modificazione di quei sentimenti, cognizioni, atteggiamenti e comportamenti rivelatisi problematici per il soggetto, che cerca di farsi aiutare da un professionista con una specifica formazione.»

(Strupp, 1978)

6 La psicoterapia nel modello bio-psico-sociale dei disturbi psico-comportamentali Aspetti biologici Aspetti psicologici Aspetti sociali Terapie fisiche → acqua, movimento, elettricità, etc. Terapie chimiche → farmaci Terapie complementari → → piante, meditazione, etc. Ergoterapia Musicoterapia Terapia d’ambiente Psicoterapia

7 Forme di psicoterapia e loro applicazione individuale di gruppo familiare di coppia etc. «In generale si può affermare che nelle loro applicazioni tutte le forme di psicoterapia utilizzano il rapporto stabilito tra paziente/i e terapeuta/i per influenzare il/i paziente/i affinchè vengano disimparati schemi di risposte vecchi e/o disadattivi e ne vengano imparati di migliori.»

(Campbell, 2004)

8 Tipi di psicoterapia Storicamente si distinguono 3 tipi di psicoterapia, basati su principi psicodinamici o su principi comportamentali (Wolberg, 1954):

1) Terapia di supporto → guida, manipolazione dell’ambiente, esternalizzazione degli interessi, catarsi, desensibilizzazione, terapia di gruppo influenzante. 2) Terapia rieducativa → terapia dei rapporti, terapia degli atteggiamenti, psicobiologia, counseling, ricondizionamento, terapia di gruppo educativa.
3) Terapia ricostruttiva → psicoanalisi di Freud, psicologia individuale di Adler, psicologia analitica di Jung, terapia delle relazioni oggettuali, psicologia del Sé, tecniche terapeutiche della scuola culturale- interpersonale neofreudiana, psicoterapia ad orientamento psicoanalitico.

9 Applicazione delle diverse forme di psicoterapia: indicazioni e limiti gravità del caso età, sesso aspetti logistici (distanza, tempo disponibile, condizione economica, etc.) cronicità dei disturbi stadio del cambiamento complessità (problemi familiari, e/o sociali) etc.

10 Scopo della psicoterapia « Attraverso l’interazione con il terapeuta e la sperimentazione all’esterno della situazione terapeutica il paziente acquista abilità più adattive nelle relazioni interpersonali. Di conseguenza, la psicoterapia non è una forma di terapia medica di una malattia (psico-comportamentale), ma rappresenta un tentativo più o meno sistematico di aiutare il paziente a raggiungere la maturità, l’autonomia, la responsabilità e l’abilità nella vita adulta.» (Wolman, 1989)

11 Le principali categorie di psicoterapie Sono state identificate più di 400 psicoterapie diverse (Kazdin, 1986).

Nel libro “Psicoterapie e prove di efficacia” di Roth e Fonagy (1996) sono prese in considerazione le seguenti categorie di psicoterapie:

psicoterapia psicodinamica psicoterapia comportamentale e cognitivo-comportamentale psicoterapia interpersonale psicoterapie strategiche o sistemiche psicoterapie supportive ed esperienziali terapie di gruppo

12 Le psicoterapie “scientifiche” approvate negli USA Negli USA tra le competenze centrali (core competencies), indispensabili nella formazione in Psichiatria, sono stati individuati i 5 tipi di psicoterapia sottoelencati:

psicoterapia psicodinamica di lunga durata, psicoterapia di sostegno, psicoterapia cognitivo-comportamentale, psicoterapia breve, psicoterapia combinata con la psicofarmacologia.

(Riba & Balon,2005)

Parte speciale La psicoterapia nel trattamento delle dipendenze patologiche

14 Questioni Psicoterapia, counseling e interventi non farmacologici messi in atto per modificare comportamenti specifici → terapie comportamentali

Psicoterapia degli eventuali disturbi psichiatrici concomitanti → doppia diagnosi e doppia psicoterapia?

Contemporanea erogazione di psicoterapia e farmacoterapia → terapia combinata

Psicoterapia e riabilitazione (disabilità primaria e secondaria) → analogie e differenze

Psicoterapia e psicoeducazione → se e come lavorare con la famiglia?

15 Scopi della psicoterapia nelle dipendenze patologiche I diversi tipi di psicoterapia ed i trattamenti psico-sociali, utilizzati nel trattamento delle dipendenze patologiche, hanno i seguenti temi e scopi comuni:

definire il livello della decisione di smettere, insegnare le abilità idonee al coping (far fronte a), cambiare i condizionamenti (contingencies) di rinforzo, promuovere la gestione degli affetti, migliorare il funzionamento interpersonale e aumentare i supporti sociali.

(Carroll, 1996)

16 Le principali tecniche cognitivo-comportamentali usate nel trattamento delle dipendenze patologiche Insegnamento delle competenze di fronteggiamento (Coping skills training) a) insegnamento della prevenzione delle ricadute → gestione dei comportamenti ad alto rischio b) insegnamento delle competenze sociali c) gestione delle emozioni negative

Terapia di esposizione allo stimolo (Cue-exposure therapy)

Approccio del rinforzo della comunità (Community reinforcement approach)

Gestione dei condizionamenti (Contingency management)

17 La psicoterapia della riduzione del danno Harm Reduction Psychotherapy (Denning, 2000) Termine “ombrello”, che si riferisce a molti modelli di trattamento delle dipendenze patologiche (addictions), basati sul movimento internazionale di salute pubblica chiamato “riduzione del danno”. Nell’approccio di riduzione del danno della Patt Denning sono combinati i principi della riduzione del danno e i modelli psicoterapici psicodinamico e cognitivo. Ne risulta un modello di trattamento olistico, basato sull’esperienza e sulla clinica, pragmatico, flessibile, efficace, che permette ai terapeuti di trattare i tossicodipendenti come persone con problemi e non come persone problematiche.

18 Principi della riduzione del danno. 1 Natura dell’addiction (a) I comportamenti additivi sono una combinazione di forze bio-psico-sociali: - relazione tra l’utilizzatore e la droga di scelta, - auto-medicazione del disagio emozionale, - vulnerabilità biologica, - cambiamenti dell’utilizzo nel corso della vita. Le droghe sono usate da molte persone per molte diverse ragioni, e con molti diversi esiti. L’addiction non è una malattia (cioè non è solo una malattia dell’individuo). Vi è un continuum circolare dell’uso – non vi è una inesorabile progressione – che comprende il non-uso, l’uso moderato e l’addiction. Molte persone “guariscono (recuperano)” con poco aiuto o senza aiuto. L’uso di droghe illecite non è in tutti i casi un abuso.

19 Principi della riduzione del danno. 1 Natura dell’addiction (b) Razza, genere e cultura hanno una particolare influenza sullo sviluppo e il mantenimento delle addictions. La maggior parte delle persone sa quando ha un problema dovuto alla droga. La vergogna e il giudizio degli altri portano a mentire e negare. L’ambivalenza nei confronti della rinuncia ai “benefici” dell’uso della droga porta alla resistenza al cambiamento. Le persone con problemi possono partecipare in modo significativo al trattamento. L’utilizzatore di droghe può essere capito usando gli stessi principi psicologici applicati alle altre persone. Il cambiamento avviene sotto forma di passi successivi o stadi.

20 Principi della riduzione del danno. 2 Implicazioni terapeutiche La psicoterapia della riduzione del danno implica: - la comprensione biologica e psicodinamica dell’eziologia dell’addiction, - la comprensione cognitivo-comportamentale e farmaco-biologica del mantenimento dell’addiction, - la comprensione dell’autonomia funzionale dell’addiction. Le strategie di inquadramento (assessment) devono includere le dimensioni bio-psico-sociali. Poichè la motivazione è il risultato dell’interazione tra paziente e terapeuta, lo sviluppo del rapporto terapeutico è il fondamento del trattamento. Gli utilizzatori possono e dovrebbero partecipare con il terapeuta a tutte le fasi del trattamento, compresa la formazione della gerarchia dei bisogni, degli obiettivi, delle strategie e delle misure di esito. Il focus è il danno fatto, non l’uso della droga in quanto tale. Gli utilizzatori di droga hanno bisogni diversi dal trattamento dell’uso di droga; il trattamento dovrebbe focalizzarsi su questi bisogni. Il confronto deve essere evitato. Tecniche speciali riducono la resistenza e accrescono la motivazione. Ogni riduzione di danno dovuto alla droga è un successo.

21 Principi della psicoterapia della riduzione del danno Primum non nocere. L’addiction è un fenomeno bio-psico-sociale. L’uso di droga all’inizio è adattivo. La progressione dall’uso alla dipendenza non è inevitabile. Si ha diritto ad un trattamento sensibile. Si deve sviluppare una gerarchia dei bisogni. I tossicodipendenti attivi possono (e sono in grado di) partecipare al trattamento. Il successo è correlato all’auto-efficacia. Droga (drug), utilizzatore (set) e ambiente (setting): ogni persona ha un particolare rapporto con ognuna delle sostanze usate. Ogni riduzione di danno dovuto alla droga è un passo nella direzione giusta.

22 Il programma di trattamento: l’inquadramento come trattamento Il Profilo di Inquadramento Multidisciplinare (Multidisciplinary Assessment Profile – MAP)

Stadio del cambiamento Bilancia decisionale Tipo di droga usata Livello di abuso o dipendenza Farmaci prescritti Storia dei precedenti trattamenti Sistema di supporto Auto-efficienza Diagnosi psichiatrica Obiettivo/i dichiarato/i dal paziente Obiettivo/i dichiarato/i dal terapeuta Griglia dello sviluppo

23 Riferimenti bibliografici Campbell R.J. (2004). Campbell’s Psychiatric Dictionary, 8th edition. Oxford University Press, New York Carroll K.M. (1996). Integrating psychotherapy and pharmacotherapy in substance abuse treatment. In: F. Rotgers, D.S. Keller, J. Morgerstern (eds.), Treating Substance Abuse. Theory and Technique. The Guilford Press, New York Carroll K. M., Rounsaville B.J. (2006). Behavioral Therapies. The Glass Would Be Half Full If Only We Had a Glass. In: W.R. Miller, K. M. Carroll (eds.), Rethinking Substance Abuse. What the Science Shows, and What We Should Do about It. The Guilford Press, New York Denning P. (2000). Practicing Harm Reduction Psychotherapy. An Alternative Approach to Addictions. The Guilford Press, New York Riba M.B., Balon R. (2005). Competency in Combining Pharmacotherapy and Psychotherapy. American Psychiatric Publishing, Inc., Washington, DC Roth A., Fonagy P. (1996). What Works for Whom? A Critical Review of Psychotherapy Research. The Guilford Press, New York. Ed.it.: Psicoterapie e prove di efficacia. Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 1997 Siani R., Siciliani O., Burti L. (1990). Strategie di psicoterapia e riabilitazione. Feltrinelli Editore, Milano Strupp H.H. (1978). Psychotherapy research and practice – an overview. In: A.E. Bergin, S.L. Garfield (eds.), Handbook o Psychotherapy and Behavior Change, 2nd edition. Wiley, New York Wolman B.B. (1989). Dictionary of Behavioral Science, 2nd edition. Academy Press, Inc., San Diego, California

Grazie dell’attenzione

Giuseppe Zanda - Medico psichiatra e psicoterapeuta - Via Consani 80 - 55100 Lucca